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lunedì 5 gennaio 2015

Con “Pino” nel cuore!

Sicuramente non era nelle nostre intenzioni inaugurare l’inizio di questo nuovo anno del Blog della Radio, con la triste notizia della perdita di un grande artista del mondo della musica: Pino Daniele.
Un dispiacere per tutti coloro che, anche se non nel settore, vivono di musica.
La musica spesso diventa la colonna sonora della nostra esistenza; momenti belli, tristi, o di semplice passaggio, soventemente sono accompagnati da dei motivi musicali, e quelli delle canzoni di Pino Daniele si sono incrociati tantissime volte con l’esistenza di molte persone e anche con la mia. La sua musica c’era negli anni ottanta quando iniziavo l’avventura della radio; o negli anni duemila quando sulle note di “Yes I know my way” (diffusa su di un pullman dell’azienda dei trasporti di Palermo), ho “vissuto” un giorno molto importante della mia vita...   
Non siamo avvezzi nel fare necrologi o meglio, come si dice in gergo giornalistico, coccodrilli; ma se per la recente dipartita di Pino Mango, l’8 dicembre 2014, non abbiamo voluto scrivere nulla, per Pino Daniele invece vogliamo farlo!
Ieri sera 4 gennaio 2015 è morto a Roma, stroncato da un infarto, Pino Daniele. Il cantautore napoletano avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo.
La vita del cantante per come ha detto oggi il suo medico “era appesa a un filo e lui lo sapeva bene. Ogni giorno era un giorno di vita in più guadagnato. Purtroppo, la fine era nell'evoluzione stessa della malattia”.
Musicalmente è stato un cantautore importantissimo nel panorama musicale italiano e non solo.
Ha saputo creare dal nulla un genere, un sound, che poi è stato ripreso anche da altri importanti cantautori italiani. La fusione di generi che partendo dalla tradizionale melodia napoletana si proietta in tutto il mondo (in Africa, in Oriente e anche nel Sudamerica) con innesti di Jazz, Blues americano, Pop e Rock.
Giuseppe Daniele nasce nei bassifondi della sua amata e martoriata Napoli il 19 marzo del 1955.
Il suo esordio avviene nel 1977 con il disco Terra Mia e il brano “Napule è” che diventa il manifesto della speranza e delle disillusioni di una intera generazione. Ma molte sono le canzoni di successo firmate da questo artista, tutte con degli importanti testi presi dalle emozioni e dal contatto con la sua gente; e con la musica mai messa in secondo piano rispetto al testo stesso.
Nel 1979 “Je so' pazzo”, “Putesse essere allero”; da Nero a metà del 1980, “A me me piace 'o blues” e “Quanno chiove”; nel 1981 da Vai mò brani come “Yes I know my way”; nel 1991 da Un uomo in blues la celeberrima “O scarafone”; e questo solo per citare alcune delle canzoni più conosciute del grande Pino, che ha saputo ben armonizzare testi importanti, con della bellissima musica, in un sound che usa il napoletano, l’italiano e l’inglese.
Nel 1980 Pino Daniele ebbe l’onore di aprire il concerto milanese di Bob Marley, ma tantissime sono state nel corso degli anni le collaborazioni dell’artista napoletano con i nomi noti del panorama musicale mondiale. Chick Corea, Eros Ramazzotti, Ralph Towner, Jovanotti, Yellow Jackets, Francesco De Gregori, Ron, Fiorella Mannoia, Danilo Rea, Mel Collins, e non da ultimo Pat Metheny.
Intensa è stata la collaborazione con l'amico Massimo Troisi, anch’egli napoletano, con il quale condivideva tante passioni e purtroppo, un “cuore pazzo”; per lui scrive le colonne sonore di Ricomincio da tre (del 1981), Le vie del signore sono finite ( del 1987), e poi la bellissima “Quando”, scritta a quattro mani con l’amico di sempre per Pensavo fosse amore e invece era un calesse (del 1991).   
Scrivo canzoni perché non riesco altrimenti a dire quello che sento. Cerco di non scrivere testi, ma poesie d’amore. Parole e musica nascono assieme. È roba che fa da sempre parte della mia vita. In questo suono a tratti mediterraneo, io e i miei ci riconosciamo. Napoli è molto vicina all’Africa e anche all’America” diceva Pino Daniele.
La sua ultima esibizione è stata la notte di Capodanno, per lo spettacolo in attesa del nuovo anno, in diretta da Courmayeur. Lo abbiamo visto uscire da quella porticina in fondo al palcoscenico, quasi ad uscire dallo spettacolo della vita.
Oggi vogliamo ricordarlo con tutta la sua musica che rimarrà sempre nei nostri “cuori”.
Ciao Pino, con te ne va uno dei più grandi artisti della canzone napoletana, italiana o meglio mediterranea!                                                                                                 
Salvo Rallo

domenica 27 ottobre 2013

Just a perfect day - Proprio una giornata perfetta!


Just a perfect day
(Proprio una giornata perfetta)
you made me forget myself
(mi ha fatto dimenticare me stesso)
I thought I was someone else
(ho pensato di essere un altro)
someone good
(una persona migliore)
 
 
Oh, it’s such a perfect day
(Oh, è stata una giornata così perfetta)
I’m glad I spent it with you…
(sono contento di averla trascorsa con te)
 
Addio a Lou Reed, uno dei più grandi Rocker degli ultimi cinquant'anni...
Lou Reed è morto oggi a 71 anni! Nella sua carriera, l’ex cantante dei “Velvet Underground”, ha scandalizzato tutti i benpensanti della borghesia americana, a cui apparteneva, introducendo nella concezione di rock, tutto sommato già convenzionalizzata, un nuovo concetto, quello della diversità, di storie dei loser (perdenti), di tossici e degli omosessuali.
Con i “Velvet Underground”, ha inciso quattro album che sono rimasti nella storia del rock. Brani come “Sweet Jane”, “Venus in Furs” e “Pale Blue Eyes” sono vere pietre miliari nella storia della musica rock per “veri intenditori”!
Negli anni ’70 Lou Reed decise di prendere la strada da solista, diventando leader e musa ispiratrice del punk newyorchese…
Voce roca, graffiante, monocorde, chitarra assoluta protagonista in tutti i suoi brani, da vero signore del rock…
Lou Reed, schiavo dell’eroina, sembrava dover morire da giovane, come tanti altri eroi del rock della sua generazione. Ma questo non avvenne e negli anni ’80 ci ha regalato nuovi capolavori come “Transformer” con la celeberrima “Walk On The Wild Side” e la bellissima e intensa “Perfect Day”.

…Then I guess she had to crash
(Immagino che ad un certo punto doveva schiantarsi)
valium would have helped that bash
(il valium avrebbe aiutato a riprendersi)
She said, hey babe
(lei disse, hei tesoro)
take a walk on the wild side
(fatti un giro sul lato selvaggio)
I said, hey honey
(ho detto, ehi dolcezza)
take a walk on the wild side
(fatti un giro sul lato selvaggio)
and the coloured girls say
(e le ragazze di colore cantano)

Lou, ora, finalmente potrai andare verso l’ignoto e il selvaggio, come cantavi in “Walk on the Wild Side”, la canzone che è il manifesto della nostra generazione!

Salvo Rallo

domenica 30 giugno 2013

Ci faranno divertire, ballare, innamorare e commuovere!


Di certo ci faranno divertire, ballare, innamorare ma anche commuovere…
Sono le canzoni dell'estate 2013 che ci faranno compagnia sulle spiagge, in auto o a casa e rinfrescheranno la nostra mente per tutta la calda stagione. Sono i cosiddetti “tormentoni”, che non sono i brani più venduti, ma quelli più trasmessi in assoluto nelle radio e suonati in discoteca, nelle feste e nei locali di tutta Italia.
Anche quest’anno abbiamo chiesto al nostro staff, prima di andare in vacanza, di compilare un elenco di brani che dovranno essere presenti nella nostra compilation dell’estate.
Dal punto di vista internazionale iniziamo con una canzone tra le più trasmesse, "Get lucky" dei Daft Punk, che si avvalgono della collaborazione di Pharrell Williams per la parte vocale e di Nile Rodgers alla chitarra. Il brano ha ottenuto ottimi risultati di ascolti e di vendite ed impazza nelle piste di ballo di mezzo mondo.
Pharrell Williams, quest’anno, sta ottenendo un grande successo perché lo ritroviamo anche nella top chart “Blurred Lines” in voce con Robin Thicke e al rapper T.I.
Ma anche l’eccentrico e coloratissimo duo australiano Empire of The Sun, con il brano “Alive” stanno andando molto bene, il loro è un sound molto estivo che sarà molto ascoltato.
Altro duo gettonato sono Icona Pop che con la partecipazione di Charli XCX stanno spopolando con il loro brano “I love it”.
Per completare la parte internazionale segnaliamo anche gli Ola con “I'm in love” e l’ormai suonatissimo brano  My head is a jungle” di Wankelmut  con la voce di Emma Louise.
Sul fronte italiano iniziamo con due talenti sfornati da Amici di Maria De Filippi, Emma Marrone con “Amami” che sarà uno dei brani candidati all’oscar come tormentone estivo italiano dell’estate 2013; e il rapper Moreno Donadoni, che sta dando filo da torcere a colleghi più maturi ottenendo buoni risultati con il suo singolo d’esordio “Che confusione”.
Ma nella compilation segnaliamo anche Max Pezzali con “L'universo tranne noi” e il suonatissimo “Ti porto via con me” di Lorenzo Jovanotti cantato con Benny Benassi.
Ma noi pensiamo che forse il tormentone dell’estate sarà un altro…
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco. Che vita di merdaaa!” La cantautrice è la catanese Levante, che sta vivendo un momento di gloria perché il suo brano “Alfonso” viene trasmesso in tutte le radio. Sono note allegre e fresche ma leggendo il testo è molto più che malinconico!
Anche quest’anno, dopo un ritardo nelle condizioni meteo, sembra finalmente decollata l’estate climatica ma anche musicale e ci sarà, come sempre, l’imbarazzo nella scelta dei brani da ascoltare.
Noi qualche consiglio ve lo abbiamo dato! E allora, in compagnia della buona musica e della Radio… buone vacanze a tutti!!!

martedì 31 marzo 2009

Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia, se guardi nella Luna vedi il Sole…

Sono poche le canzoni che parlano di radio, anche se la radio è stata il primo mezzo di diffusione della musica.
La musica, che ha iniziato ad affermarsi all’inizio dello scorso secolo, grazie alla radio, nuovo mezzo trasmissivo, prima era diffusa, cioè suonata e fruita nello stesso momento dell'ascolto quindi in diretta. Per questo le trasmissioni si chiamavano di radiodiffusione o meglio di broadcasting.
Fino agli anni quaranta le esecuzioni di concerti erano riprese dal vivo, parecchie anche di musica leggera.
Dovette passare parecchio tempo per arrivare la distribuzione, cioè la registrazione di brani musicali su disco o su nastro magnetico e la vendita al pubblico su vasta scala. Infatti solo dal secondo dopoguerra il disco è diventato la fonte principale per la fruizione di musica, anche via radio.
Vi erano dischi a 78 giri, a 33 giri e 1/3 e vi erano pure dei dischi speciali utilizzati dalle sole radio (di 44 cm di diametro); più tardi arrivò anche il famoso 45 giri. Il disco o il nastro davano alle emittenti radiofoniche la possibilità di trasmettere tanta musica e promuovere, con il supporto delle case discografiche, gli stessi dischi.
Negli anni cinquanta inizia la diffusione di stazioni e ricevitori in Modulazione di Frequenza (FM), una tecnica innovativa per quel tempo, che dava maggiore fedeltà nell’ascolto a differenza delle varie tipologie di trasmissione fino a quel momento utilizzate. Le Onde Lunghe venivano utilizzate per trasferire il segnale radio lontano (ad esempio tra le due coste dell’oceano), le Onde Corte quando vi erano problemi con l’orografia del territorio (il segnale arrivava anche nei paesi circondati da catene montuose) e le Onde Medie, le frequenze maggiormente utilizzate in quei tempi, con trasmettitori di grandissima potenza per poter essere facilmente ascoltabili da chiunque avesse a disposizione un’apparecchio radio, il sogno di tante famiglie, ma con qualità di ascolto davvero molto scarsa.
Il segnale in Modulazione di Frequenza è una tecnica anche in grado di trasportare sulla stessa portante due canali separati, e quindi di trasmettere in stereofonia. Per questi motivi la FM è diventata il canale preferenziale per l'ascolto di musica ad alta fedeltà.
Le radio libere, che hanno adottato sin da subito la Modulazione di Frequenza e la stereofonia, nascendo come uno strumento di intrattenimento incentrato essenzialmente sulla musica, hanno dato un grande contributo allo sviluppo del mercato discografico.
Quindi la radio, la grande invenzione di Guglielmo Marconi, si basava e si basa prevalentemente sull’intrattenimento musicale.
Ma come si è detto poche sono le canzoni che parlano di radio e in questo Post vogliamo ricordarne alcune tra le più significative per far comprendere come la radio entri a far parte della vita di ogni persona, trattandone alcune volte l’aspetto sentimentale, altre volte la vita sociale evidenziandone dei disagi, altre volte invece semplicemente facendo compagnia, portando la mente verso pensieri piacevoli...

Già con “Musica ribelle” nel 1976 Eugenio Finardi aveva cominciato a parlare di radio, e parlando di una certa Anna ci dice che…
…ascolta la sua cara radio per sentire
un po’ di buon senso e voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti.

E chi a 18 anni non ha bisogno di sentire delle voci calde, parole di buon senso e struggersi ascoltando quelle canzoni che fanno infrangere i cuori.
“Canzoni alla radio” brano del 1995 degli Stadio parla di come nasce per caso una canzone, ascoltando la radio…
con gli spot sono bravi a venderci i sorrisi,
e noi davvero chissà chi lo sa con quale voce parlare,
e così, così per caso nasce una canzone ...
E' la più bella di tutte,
si stacca piano dal cuore.
E' la più bella di tutte,
è una canzone d'amore.
E poi spiegano perché hanno inventato la radio, per…
le gite all'aperto,
i vestiti di seta,
le corse in bici sotto al cielo blu...
Un immagine bellissima, sole, natura spensieratezza e tanta voglia di vivere.
Lucio Dalla, nel 1990 con la sua “Le rondini” invece preferirebbe entrare dentro i circuiti della radio per volare lontano:
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
e volare sopra i tetti delle città.
Incontrare le espressioni dialettali,
mescolarmi con l’odore del caffè.
Fermarmi sul naso dei vecchi
mentre leggono i giornali
e con la polvere dei sogni volare e volare
al fresco delle stelle, anche più in là.
Essere parte dell’etere e poter vivere in simbiosi con tutti, non è forse un bel sogno!
A livello internazionale i Queen nel 1984 incisero la canzone “Radio Ga Ga” che riprendendo il tema di “Video killed the radio star” dei Buggles, del 1979, che parlava di una stella della radio, un nome famoso, che perde popolarità con l’avvento dell’era della musica da vedere o meglio ancora, che la radio viene uccisa dal mondo delle immagini (famosi sono alcuni fotogrammi del video dei Buggles in cui si vedono esplodere delle radio, immagini riprese più tardi anche dai Duran Duran in un loro video).
“Radio Ga Ga” parla di come il video sta prendendo il posto dell’ascolto radiofonico e Freddy Mercury e compagni in quell’occasione si auguravano…
Speriamo che tu non ci lasci mai, vecchia amica
Abbiamo bisogno di te come di tutte le cose buone
Quindi rimani perché
Potremmo sentire la tua mancanza
Quando saremo stufi di tutti questi video
Hai fatto il tuo tempo, hai avuto il potere
Devi ancora vivere il tuo momento d'oro
Rad
io.
Lunga vita alla radio...

Gli O.R.O. nel 1996 con “Onde radio” parlano della radio nata contro l’odio e solo per amore:
Onde radio, onde radio nuove
Onde solo per amore
Onde radio che parlano di libertà
Dove il mondo non cambia mai
Una voce per chi microfoni non ha
E ha bisogno di urlare come noi…

E nel 2004 con “Con la radio in sintonia” lo stesso gruppo faceva una riflessione:
Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia
se guardi nella Luna vedi il Sole…
La radio ti lascia libero di pensare, di provare sensazioni, di osservare anche i riflessi e le nuance.
Ma chiudiamo questo excursus tra le canzoni che parlano di radio, che ci auguriamo possa essere ampliata con altri estratti di canzoni da parte degli assidui ascoltatori di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, con quello che è la canzone simbolo, l’inno delle prime radio libere italiane.
Era l’anno 1976 ed Eugenio Finardi scriveva il testo de “La radio” che parla di quello che stava succedendo in Italia in quel momento, la nascita delle prime radio libere, ma libere veramente, testo che racchiude in se quello che è il vero significato di fare e ascoltare la radio:
Quando sono solo in casa e solo devo restare
per finire un lavoro o perché ho il raffreddore
c’è qualcosa di molto facile che io posso fare
accendere la radio e mettermi ad ascoltare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.
Con la radio si può scrivere leggere o cucinare
non c’è da stare immobili seduti a guardare
forse è proprio quello che me la fa preferire
è che con la radio non si smette di pensare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.

Viva la radio!

Salvo Rallo

domenica 31 agosto 2008

1^ edizione di " Radio Studio Centro Award"… il successo è alla portata di tutti!

Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano, organizza la 1^ edizione di " Radio Studio Centro Award" manifestazione ideata per dare spazio e visibilità a tutti gli artisti siciliani che vivono per la musica ma non hanno la possibilità di far ascoltare i loro brani al vasto pubblico. Alla 1^ edizione di " Radio Studio Centro Award" possono iscriversi tutti quei cantanti o gruppi musicali che presentano dei brani inediti da far ascoltare al vasto pubblico radiofonico e della Rete.
Gli artisti parteciperanno ad una vera e propria gara canora che si svolgerà nel periodo invernale sulle frequenze di Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano e sui siti web della stessa emittente. I cantanti o i gruppi musicali avranno un loro spazio di esibizione e di presentazione.
Il meccanismo di votazione sarà molto semplice e verrà utilizzato anche il web; il vincitore del premio sarà scelto da chi segue la musica e ascolta Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano.
A conclusione della manifestazione canora verrà organizzata una serata dedicata al premio e gli artisti potranno esibirsi dal vivo proponendo il loro brano; in quell’occasione verrà proclamato il vincitore che riceverà una borsa di studio in denaro oltre al 1° Trofeo “Radio Studio Centro Award".
Tutti gli artisti in competizione avranno la possibilità di veder inciso il loro brano su un CD raccolta edito da Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano e dalla stessa distribuito. Per iscriversi alla manifestazione basta inviare una mail a: info@radiostudiocentro.it specificando il nome del cantante o del gruppo, i contatti telefonici e la mail, in modo da poter recapitare i moduli da compilare e inoltrare alla Radio per l’iscrizione che dovrà avvenire entro e non oltre il 31 Ottobre 2008. E’ necessario corredare l’iscrizione da una registrazione, in qualsiasi formato audio, del brano che parteciperà alla gara.
Ad iscrizione conclusa, verranno comunicati sul sito dell'emittente e sul Blog i nominativi dei cantanti e dei gruppi musicali che hanno presentato l'iscrizione e che parteciperanno al premio. Non perdete quindi questa occasione, con " Radio Studio Centro Award" il successo è alla portata di tutti!