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lunedì 30 giugno 2008

Nuove libertà di Antenna

Il 28 Luglio del 1976 la sentenza n° 202 della Corte Costituzionale, sanciva la libertà di emissione radiofonica privata nel nostro paese.
Parecchi erano stati i tentativi da parte di semplici cittadini o di associazioni di avere “Libertà di Antenna”, ma con scarsi risultati. La prima esperienza di radio libera in Italia fu quella di Radio Sicilia Libera che trasmise da Partinico (PA) dal 25 al 26 marzo 1970, dopo solo 27 ore la Polizia intervenne e la chiuse. Tre anni più tardi saranno parecchie le emittenti che episodicamente e in maniera irregolare iniziano a trasmettere, contravvenendo alla legge vigente che garantiva il monopolio della RAI Radiotelevisione Italiana. Da questo contravvenire alla legge le radio furono “pirata” o “clandestine”.
Dal 1976 ad oggi parecchie cose sono cambiate e parecchie leggi hanno modificato lo scenario radiofonico privato italiano. Oggi sono in attività, sul territorio nazionale, circa 1200 emittenti radiofoniche che vengono ascoltate da oltre 37 milioni di persone, ogni giorno. Uno scenario inimmaginabile trentadue anni fa!
Ma non dobbiamo dimenticare anche che il novecento è stato il secolo che ha visto l’incontro tra il primo mezzo di comunicazione, la radio, e l’ultimo, Internet; un universo ancora tutto da scoprire con nuovi linguaggi, nuove pratiche di produzione e di fruizione del segnale. Un’ibridazione tra la radio e la Rete, un’altra scommessa per la radiofonia che si inserisce nel più ampio scenario digitale dove radio, telefonino, televisione, cinema e computer, si fondono in una nuova epoca tecnologica e culturale, quella delle tecnologie per la comunicazione e l’informazione o ICT (Information Communication Technology).