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domenica 20 dicembre 2009

Questo Natale faccio un bell’albero!

.
Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.

Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita.

DA PARTE DELLO STAFF DI
RADIO STUDIO CENTRO
CONSORZIO RADIOFONICO SICILIANO
I MIGLIORI AUGURI DI UN
SANTO NATALE E DI UN FELICE ANNO NUOVO!

lunedì 30 novembre 2009

Radio Studio Centro… è un meraviglioso mondo!

Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano è una emittente considerata storica, perché creata trenta anni fa continua ancora oggi la sua attività, conquistandosi il consenso dei suoi ascoltatori, sempre più numerosi. E’ nata nel 1980 a Marineo, piccolo centro della provincia di Palermo, ad opera di Salvo Rallo e di alcuni suoi fidati amici (Franco; Antonio; Pino; etc.) che decisero di creare una nuova radio libera per dare voce a se stessi e a quanti ne sentivano la necessità. Infatti uno slogan della Radio recitava proprio così “Radio Studio Centro dà voce a chi non ha voce!”
In tanti anni di attività ci sono stati molti avvicendamenti nella compagine iniziale dell’Emittente e anche sotto il profilo editoriale. Oggi, l’editore proprietario del marchio Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano è la “Due Erre Italia Group” ma continua la preziosa collaborazione dei nomi che hanno fatto la storia dell’Emittente, tra tutti Salvo Rallo, ma bisogna ricordare anche Giuseppe Spinella, Nino Di Sclafani, Maria Antonina Rubino e tanti altri che con il loro apporto, continuano a far grande Radio Studio Centro.
Il target degli ascoltatori è young - adult dai 16 ai 50 anni, quindi la programmazione è rivolta a questo genere di pubblico: musica, informazione, programmi culturali e di approfondimento ma anche intrattenimento.
Molte sono le lettere, le mail che gli ascoltatori inviano alla Radio, sopratutto di giovani che ribadiscono l’importanza dell’ascolto della radio nelle loro giornate; scrivono: “...Ci sono dei programmi culturali e musicali, specialmente la domenica, e devo dire che sono fatti bene con servizi e collegamenti interessanti e spesso li ascolto… (Martina) oppure “… ho avuto modo di ascoltare la parte finale di una trasmissione d’informazione che conteneva parecchi servizi giornalistici molto interessanti, che mi hanno colpito molto (Francesca). Molte di queste lettere vengono poi pubblicate nel Blog della Radio.
La Radio è radicata nel proprio territorio e gli ascolti lo testimoniano. Qualunque attività culturale viene ripresa e trasmessa sulle frequenze di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, come in occasione di presentazioni di testi di autori locali, di supporti multimediali, CD musicali di cantanti e gruppi locali o di autori siciliani; ma anche convegni, giornate in memoria e molto altro. La domenica, nel programma contenitore “Domenica Cultura” vengono trasmesse interessanti trasmissioni realizzate dalla redazione giornalistica dell’emittente, ma anche da altri soggetti esterni, sia operanti nel territorio limitrofo (Associazioni no-profit e/o culturali) che dall’estero. Importante è la collaborazione con la Radio Vaticana che oltre a fornire l’informazione nazionale e internazionale, garantisce la messa in onda di programmi di cultura e d’informazione non solo religiosa.
Sono passati trenta anni e il gruppo dei giovani collaboratori di allora è diventato un vero e proprio team, persone più mature, anche stempiate! Con tantissimi impegni, ma che comunque continuano ad avere l’impegno e l’entusiasmo dell’inizio di questa loro avventura con la radio.
La freschezza che si respira a Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano è una delle caratteristiche principali, che la distingue dalle tantissime radio che affollano l’etere. Molte radio in attività, oggi, sono realtà nazionali che nulla hanno a che fare con le problematiche locali; altre imitano, senza identità le realtà più grandi, nascondendosi, quasi vergognandosi di essere radio libere locali. Poche sono le radio libere locali che non hanno perso la propria identità, una di queste è Radio Studio Centro.
Concludendo bisogna dare un cenno al bellissimo sito http://www.radiostudiocentro.it/ la finestra della Radio, dove si può ripercorrere tutta la storia di questi trenta anni di attività, e il Blog http://radiostudiocentro.blogspot.com dove chiunque può dare il proprio contributo entrando a far parte della grande famiglia della radio, perché Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano è un meraviglioso mondo, facilmente ascoltabile e fruibile da tutti!

dalla Rete

mercoledì 30 settembre 2009

La musica sa donare sentimenti, pensieri e tanta compagnia!

Riceviamo un'altra lettera che ci ha fatto piacere leggere, la pubblichiamo come l'abbiamo ricevuta, non aggiungendo nulla e lasciando ampio spazio ai vostri commenti. Un grazie a Martina e a tutti i nostri affezionati ascoltatori e ascoltatrici, che con le loro belle parole, il loro affetto e i grandi ascolti ci danno la carica per poter andare avanti, anche tra mille difficoltà!

La musica per me è un’arte, una bellissima arte che sa donare a cuori sentimenti, a cervelli pensieri e a chi ascolta tanta compagnia.
Ascolto da tanto tempo la vostra radio, e posso sicuramente dire che sono una vostra fan; oggi ho deciso di lasciare queste mie impressioni perché vorrei dire a tutti che non può che fare bene ascoltare una buona radio e la vostra lo è senza dubbio.
Fin dai primi minuti che ho ascoltato Radio Studio Centro, Consorzio Radiofonico Siciliano, ho notato che la musica era diversa rispetto a quella trasmessa da altre stazioni.
E’ diversa, penso a caldo, perché, se quando ascolto le altre stazioni mi piacciono alcune canzoni si e altre no (anche se sono tutti grandi successi), tant’è che faccio spesso zapping tra le frequenze memorizzate, qui mi piacciono praticamente tutte. Ce ne sono alcune che non ho mai sentito ma che trovo comunque gradevoli, quelle che conosco invece sono tutte grandi successi del presente e del passato che fa sempre piacere riascoltare.
Tra le caratteristiche principali della radio c’è che trasmette solo musica. Ci sono dei programmi culturali e musicali, specialmente la domenica, e devo dire che sono fatti bene con servizi e collegamenti interessanti e spesso li ascolto, ma la musica è quella che preferisco.
A me piace ascoltare alcune trasmissioni radiofoniche fatte bene, però solo in determinate circostanze, durante un viaggio in macchina, oppure quando sono in casa da sola e voglio avere un po’ di compagnia. Ma quando abitualmente voglio ascoltare la radio, desidero la compagnia della musica non dei DJ, spesso la loro voce può rivelarsi addirittura fastidiosa.
Ascoltando Radio Studio Centro, Consorzio Radiofonico Siciliano, posso farmi beatamente cullare dalle note di canzoni bellissime senza avere il “disturbo” di una voce che parla e cerca di carpire la mia attenzione, che invece io voglio che rimanga altrove.
Questo è il pregio per me di questa radio, ma non è il solo; altra nota positiva la pubblicità: è molto minore rispetto alle altre stazioni, o forse questa è l’impressione che si ha dato che la musica è davvero tanta e ben ricercata!
Con il tempo sono sicura che Radio Studio Centro, Consorzio Radiofonico Siciliano migliorerà ancora, spero solo che non si commercializzi come le altre radio, perché allora la sua differenziazione non sarebbe più così marcata e quindi perderebbe il vantaggio che ha nei confronti delle altre radio, ossia il suo offrire un prodotto diverso da quello che c’è in circolazione.
Ascoltatela per curiosità e ditemi cosa ne pensate!
La frequenza per Palermo e Provincia è 102,500

Martina

lunedì 31 agosto 2009

Revo Ikon, la radio digitale multifunzione e con touchscreen

L'Ikon di Revo Technologies unisce le funzioni di radio FM, digitale, internet, impianto wireless per PC e Mac e dock per iPod e iPhone.
Con il digitale la radio non è superata ma fa un passo avanti, arricchendosi di nuove funzionalità.
Come nel caso di Ikon, l'ultimo modello di Revo technologies che arriverà all'IFA di Berlino a settembre, e poi nei negozi, da ottobre a circa 320 euro.
Revo Ikon è un impianto che unisce radio digitale, radio FM, radio via Internet, streaming in wireless da PC e Mac e dock per iPod e iPhone.
Revo Ikon è una radio digitale (oltre che FM con RDS), compatibile con diversi formati, DAB, DAB+ e anche la radio via Internet, ma è anche impianto wireless per trasmettere i file musicali da PC o Mac, e infine un dock per iPod e iPhone, e ha la certificazione Apple.
Inoltre Ikon è dotata di touchscreen da 3,5” e interfaccia a icone, e sul display compaiono (se disponibili da parte della radio trasmittente), tutte le informazioni sul brano: artista, titolo, loghi della radio... Idem dicasi per i file audio riprodotti in wireless dai computer.
In USA, Germania e UK ci sono anche servizi on line extra in abbonamento, come Last.fm, che crea la playlist da un catalogo on line in base al genere o all'autore scelti.
Revo Ikon sarà disponibile da ottobre al prezzo ufficiale di 279,95 sterline, ovvero circa 320 euro.

Giulio Mandara

Dal sito: Techup - Passione digitale (www.techup.it), e da Giornaleradio.info - 26/08/ 2009

venerdì 31 luglio 2009

Libera la mente!

La Radio”… mitico brano di Eugenio Finardi descrive perfettamente quello che è stato lo spirito delle prime radio libere italiane: “Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente, se una radio è libera ma libera veramente, piace anche di più perché libera la mente”. Oggi si tende a generalizzare e radio libera e radio privata diventano dei sinonimi. Ma la radio libera non aveva niente a che vedere con la radio privata così per come la si intende oggi.
Sul finire degli anni settanta, chiunque avesse un'attrezzatura minima ed alcuni dischi faticosamente comprati o prestati da amici poteva avere il suo piccolo spazio, che sovente non andava al di fuori dal proprio paese natio, ma era lo spazio necessario per trasmettere il proprio pensiero e il proprio entusiasmo.
Ogni quartiere di una città, ogni paesino, anche il più sperduto, aveva la sua radio libera e i volti dei DJ erano quelli delle persone che si incontravano tutti i giorni.
Chi possedeva apparecchiature professionali, poteva permettersi, in un etere non intasato, di raggiungere anche zone lontane dal punto di trasmissione.
L'entusiasmo, la voglia di trasmettere erano le armi vincenti di queste radio, ma anche il loro limite, perché ci si doveva, alla fine, scontrare con la logica di mercato. Il prezzo che si dovette pagare fu quello di dover concedere spazi sempre maggiori alla pubblicità e di modificare il tipo di radio che si metteva in onda, così da libere diventarono radio private. Alcune lo diventarono fino al completo stravolgimento, in totale servilismo al dio denaro, non tenendo più conto della creatura ideata e portata avanti con passione.
Fortunatamente c’è chi come noi di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano ha deciso di fare una radio “semi-libera” nel senso, che tiene conto del mercato non perdendo però la freschezza di un tempo e la voglia di fare radio tipica delle prime esperienze che ognuno di noi ha fatto sul finire di quei mitici anni settanta.
Si parlava di freschezza, dei volti dei Disck Jokey che si incontravano tutti i giorni, delle mille voci che affollavano l’etere.
Anche noi abbiamo avuto i nostri DJ, e in questo Post vogliamo parlarvi di loro, e di uno in particolare…
Siamo negli anni ’80, precisamente nel 1986, i successi del famosissimo duo Lowe-Tennant ovvero i Pet Shop Boys sono noti anche ai sassi. Suburbia e Paninaro impazzavano sulle nostre frequenze.
Un pomeriggio mi trovavo in radio e venne a trovarmi un ragazzo, si presentò, disse di chiamarsi Giuseppe Spinella, di essere uno studente liceale e soprattutto che gli sarebbe piaciuto fare radio. Era vestito alla moda dei “paninari” di quel tempo, con giubbotto, jeans larghi e scarpe da tennis griffati. Quella moda era caratterizzata, tra l'altro, oltre che dall'ossessione per l'abbigliamento, dal rifiuto della politica e l'adesione a uno stile di vita fondato sul consumo, dal divertimento ad ogni costo e dalla spensieratezza. Per capire meglio chi avevo davanti cominciai a fargli delle domande. Chiesi che genere di musica ascoltasse e lui mi disse musica moderna, era un fan dei Pet Shop Boys, ma tenne a precisare che non disdegnava gli altri generi. Chiesi cosa avesse voluto fare in radio e lui mi disse che gli sarebbe piaciuto ascoltare la musica, mandare i dischi anche senza parlare. Il suo sogno era di apprendere l’arte di trasmettere e realizzare un suo programma parlato. Chiesi altre cose e capii che era poco “paninaro” forse solo fan dei Pet Shop Boys. Quindi non era un semplice ragazzetto viziato che voleva mettersi in mostra facendo radio, era molto più maturo della sua età e diverso da come si presentava.
Subito gli proposi, di imparare a mandare musica. Lui accettò stupefatto e pochi minuti dopo stavo spiegandogli cosa era un mixer, a cosa serviva, come si usavano il giradischi, le piastre a cassette e a bobine, i dischi e i nastri. Tutto quello che era la radio di una volta. Feci fare una prova pratica di missaggio e poi dovendomi allontanare, gli affidai la radio per pochi minuti. In faccia era esterrefatto, incredulo, pochi minuti prima aveva un sogno e ora lo stava realizzando. Andai, e in auto con un collega ascoltammo cosa combinava Giuseppe. Mandò tutto il repertorio dei Pet Shop Boys, ma anche Mina, De Gregori e i Pink Floyd. Fece tutto quello che gli avevo detto, mandò anche i jingles e la pubblicità all’ora prestabilita. Quando ritornai feci finta di non sapere cosa fosse accaduto, e chiesi a lui stesso. Imbarazzatissimo mi raccontò di quella sua prima esperienza, della sudata che si era fatto. Gli dissi di tornare. E lui, emozionato accettò.
Avevo intuito bene, Giuseppe divenne uno dei più assidui frequentatori della radio, ma non perse la bussola. Studiava a Palermo, tornava a casa faceva i compiti e nel tardo pomeriggio veniva alla radio per appagare il suo bisogno di evadere con la musica. Perché la musica rilassa, fa bene al corpo e all’anima.
La storia di Giuseppe Spinella con Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano si interruppe quando già frequentava l’Università. Quando cercò di trovare con grandi sacrifici la strada della sua vita. Era cresciuto con noi, era diventato adulto, con i suoi sogni, le sue aspirazioni, ma mai perdendo quella rettitudine, quell’intelligenza, quel senso di dovere che lo ha sempre contraddistinto, per come già avevo capito quel pomeriggio, quando venne a proporsi.
Così ci perdemmo di vista per alcuni anni, quelle rare volte che ci incontravamo ci salutavamo e lui mi chiedeva sempre… la radio? E io: funziona!
Nell’estate del 2006, ci incontrammo e mi parlò dei suoi nuovi interessi, era impegnato nel sociale e gli sarebbe piaciuto fare dei programmi che parlassero di vita.
Parlammo degli anni ‘80 dello stile di vita dei “paninari” che rifiutavano di occuparsi degli aspetti dell'esistenza e rifiutavano ogni forma di impegno sociale e ci scherzammo sopra.
Gli anticipai così del progetto che tanto avevo a cuore, che da lì a poco sarebbe partito in radio; l’ideazione di una serie di trasmissioni dal titolo “Domenica Cultura”, perché noi di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano abbiamo ancora la freschezza di trenta anni fa e facciamo come già detto una radio “semi-libera” e mai privata e solo commerciale che mira ai soldi e non alla sostanza della musica e dei programmi!
L’idea gli piacque, e si impegnò nell’ideazione e realizzazione di un programma religioso e di uno che si occupa di associazionismo. E così partimmo per questa nuova avventura domenicale e dei programmi di approfondimento interamente parlati, per un pubblico più attento.
Lo ripeto sempre, chi non fa radio o non l’ha mai fatta non può capire, l’etere ti entra nelle vene, diventa parte di te e tu diventi parte di essa. Un connubio che ci ha fatto crescere tutti.
Giuseppe Spinella ha iniziato col mandare solo musica, ha fatto programmi di intrattenimento e oggi egregiamente ci parla di “vita” nelle sue trasmissioni.
Vorrei chiudere con un estratto del brano di Lowe-Tennant “Paninaro” che parla di quella moda scoppiata a Milano, ma vorrei farlo con queste parole:

Adesso che Te ne sei andato, sono solo
Il mio cuore è in pezzi e voglio andare a casa
Sai che è tutto finito, e che sei sfortunato
Ti senti cosi depresso, vuoi autodistruggerti
Avevo bisogno di Te e anche Tu mi amavi
E adesso non so che fare
Ma la vita va avanti, e così la storia

Tu! Tu sei il mio amore,
Sei la mia speranza
Tu sei il mio sogno, la mia vita, la mia passione
Il mio amore, il mio sesso, il mio denaro

Paninaro, Paninaro oh oh oh

Giuseppe, in fondo anche nelle canzonette puoi trovare dei significati che ti cambiano la vita!


Salvo Rallo

martedì 30 giugno 2009

“Due minuti un libro”: Le radio aprono alla lettura

Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano ha aderito alla rubrica radiofonica “Due minuti un libro”, una trasmissione giornaliera che in soli due minuti parla di un libro. Una recensione coincisa ed efficace studiata per chi ascolta la radio.
Pubblichiamo di seguito un articolo che parla di questa grande iniziativa culturale…

- Nell’era della tecnologia e di Internet stiamo assistendo ad una novità: le radio italiane aprono le porte ai libri. Contrapposizione tra un “vecchio” ed un ultranuovo che ogni giorno trova applicazione in tutti i campi?
Forse no, se più di 100 editori radiofonici hanno scelto di trasmettere ogni giorno ‘Due Minuti Un Libro’ (con 230 passaggi al dì, 6000 al mese).
Il tutto fatto con attenzione, parlando delle ultime novità in libreria, senza interessi di parte e rispettando i tempi radiofonici.
Ecco come si allargano i confini dei libri e della radio.
Confini simili a quelli dei campi della fantasia, della creatività, della riflessione, da sempre stimolati dal sano potere dell’emittenza radiofonica.
Il libro diventa in questo panorama un’ulteriore sollecitazione e dalla radio ricava attenzione per i suoi contenuti.
Chi ascolta la radio da sempre ha potuto scegliere se “assimilare” o meno notizie, commenti, contenuti. Da ora in avanti potrà essere così anche per il “libro in radio”.
Come? Adempiendo ad uno dei principali ruoli dell’informazione libera, anche attraverso un mutuo scambio.
Si daranno così due possibilità: al lettore di lasciarsi toccare dal contenuto del libro presentato via radio e al libro di vedere un’anteprima di lettura grazie… al suo ascolto!
Un altro modo, dunque, per avvicinare “pensieri e parole” ai lettori e per dare sempre più vita, a pagine sempre e comunque portatrici di vita. -

Da Giornaleradio.info, martedì, 23 giugno 2009

mercoledì 20 maggio 2009

La vita è una strada che sempre procede in avanti…


I figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi.
Sono loro l’essenza del vostro sorriso.
Sono sangue e carne della vostra carne
ma non il vostro sangue e la vostra carne.
Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.
Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:
essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
la vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.
È l’Arciere che guarda il bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
poiché come ama egli il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco.

Gibran

La famiglia di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, oggi si è ampliata con l’arrivo della piccola Maria Cristina.
Cristina, assieme alla sorella Lucrezia, rappresentano il futuro in rosa della nostra radio!
Alla famiglia Rallo giungano i nostri più sinceri auguri.

Un raggio di sole

Aspetta!
Un raggio di sole
in mezzo ai fiori, che
il giorno riempiono,
braccia larghe per il domani,
ora sul sentiero di casa.

Guardo,
petali rosa creano
impronte
idee…
via via sul campo dimenticate
nel vento,
disperse…
di questo tempo
di un nulla contenente.

Un raggio di sole,
un'idea luminosa
fantastica
nasce… allo sbocciare di te
mio piccolo fiore,
dentro me,
nel mio cuore!

Anonimo

giovedì 30 aprile 2009

“Libere!”. In un libro, la storia delle radio libere italiane


E’ uscito Libere! - L'epopea delle radio italiane degli anni '70. Un libro che racconta la storia delle radio libere, private e locali italiane; un’epopea nata nella seconda metà degli anni ’70. L’autore è Stefano Dark, l’editore è Stampa Alternativa (Nuovi Equilibri).
In questo testo l’autore ci spiega il perché le emittenti si chiamavano libere e che cosa hanno rappresentato per le comunicazioni di massa italiane.
Una storia nutrita da tante storie e da tanti nomi che ha inizio nella seconda metà degli anni Settanta, del secolo scorso, quando si ha un nuovo valore di “libertà”, quello di poter trasmettere.
Si parte dalla nascita della radio in Italia e si apre con il nome di colui che viene considerato il padre della moderna radiofonia, Guglielmo Marconi. Si parla della radio durante il Fascismo, la guerra e la ricostruzione, per arrivare ai primi programmi di successo della monopolista Rai (Alto Gradimento, Per Voi Giovani, Bandiera Gialla), negli anni sessanta. Il modello dell’ente radiotelevisivo di Stato era obsoleto e i suoi limiti erano evidenti a tutti, specie ai più giovani. Le emittenti private invece avevano uno stile fresco e leggero e sapevano unire tanta buona musica con le parole di illustri sconosciuti, con voci “calde e suadenti”.
Un clima altamente contestatario era quello degli anni settanta! In un particolare contesto politico, caratterizzato da un fermento sociale e culturale, ma anche grazie ad una spinta tecnologica, con la commercializzazione degli apparecchi radio a transistor e la FM o modulazione di frequenza in stereofonia, si influenza la nascita delle prime emittenti libere italiane.
Anche la normativa da una mano, con la sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 26 luglio 1976 scoppia la stagione delle radio private e locali, e si infrange, di conseguenza, il monopolio della Rai. La Corte Costituzionale con questa sentenza dichiarò illegittimi gli articoli che non consentivano impianti di diffusione radio non eccedente l'ambito locale, in quanto, come si legge, negare la disponibilità all'iniziativa privata costituzionalmente sancita equivale a violare i principi di uguaglianza e la libera manifestazione del pensiero.
Ma l’Italia è un caso a parte rispetto al resto d’Europa per i modi, a volte pirateschi, per arrivare alla liberalizzazione dell’etere; senza una normativa seria e puntuale che è mancata. Ma solo in questa maniera si è potuto avere un pluralismo mass-mediatico e l’apertura ad un sistema concorrenziale, che è la via a un reale pluralismo nel Paese.
La nuova radio era innovativa, creativa e fucina di sperimentazione. Ha rivoluzionato i linguaggi e si è avvicinata alla gente e ai suoi bisogni, ma la politica questa rivoluzione non l’ha neppure capita.
Questa storia raccontata da Stefano Dark è densa di documenti e di testimonianze. Nelle pagine del libro si parla di radio impegnate e di evasione, stazioni religiose e antenne di servizio, ma anche di controinformazione, partecipazione e del Settantasette; delle grandi radio delle metropoli ma anche quelle piccolissime della più remota provincia.
Mille canali che affollavano un etere che era un Far West radiofonico.
Nostalgico, per noi che facciamo radio il paragrafo coi nomi delle radio di un tempo, i cosiddetti “cento fiori”, e dei personaggi “famosi”, nonché, alla fine del libro, “l’indice delle radio”.
Libere! - L'epopea delle radio italiane degli anni '70 si rivolge non solo a tutte le persone che hanno vissuto e vivono nell’ambiente radiofonico, ma anche a chi vuole conoscere meglio l’Italia di ieri e di oggi.
A più di trent’anni da quel fenomeno, oggi sono davvero poche le radio libere che ancora resistono, ma comunque bisogna dire che tutte hanno lasciato una traccia indelebile.

martedì 31 marzo 2009

Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia, se guardi nella Luna vedi il Sole…

Sono poche le canzoni che parlano di radio, anche se la radio è stata il primo mezzo di diffusione della musica.
La musica, che ha iniziato ad affermarsi all’inizio dello scorso secolo, grazie alla radio, nuovo mezzo trasmissivo, prima era diffusa, cioè suonata e fruita nello stesso momento dell'ascolto quindi in diretta. Per questo le trasmissioni si chiamavano di radiodiffusione o meglio di broadcasting.
Fino agli anni quaranta le esecuzioni di concerti erano riprese dal vivo, parecchie anche di musica leggera.
Dovette passare parecchio tempo per arrivare la distribuzione, cioè la registrazione di brani musicali su disco o su nastro magnetico e la vendita al pubblico su vasta scala. Infatti solo dal secondo dopoguerra il disco è diventato la fonte principale per la fruizione di musica, anche via radio.
Vi erano dischi a 78 giri, a 33 giri e 1/3 e vi erano pure dei dischi speciali utilizzati dalle sole radio (di 44 cm di diametro); più tardi arrivò anche il famoso 45 giri. Il disco o il nastro davano alle emittenti radiofoniche la possibilità di trasmettere tanta musica e promuovere, con il supporto delle case discografiche, gli stessi dischi.
Negli anni cinquanta inizia la diffusione di stazioni e ricevitori in Modulazione di Frequenza (FM), una tecnica innovativa per quel tempo, che dava maggiore fedeltà nell’ascolto a differenza delle varie tipologie di trasmissione fino a quel momento utilizzate. Le Onde Lunghe venivano utilizzate per trasferire il segnale radio lontano (ad esempio tra le due coste dell’oceano), le Onde Corte quando vi erano problemi con l’orografia del territorio (il segnale arrivava anche nei paesi circondati da catene montuose) e le Onde Medie, le frequenze maggiormente utilizzate in quei tempi, con trasmettitori di grandissima potenza per poter essere facilmente ascoltabili da chiunque avesse a disposizione un’apparecchio radio, il sogno di tante famiglie, ma con qualità di ascolto davvero molto scarsa.
Il segnale in Modulazione di Frequenza è una tecnica anche in grado di trasportare sulla stessa portante due canali separati, e quindi di trasmettere in stereofonia. Per questi motivi la FM è diventata il canale preferenziale per l'ascolto di musica ad alta fedeltà.
Le radio libere, che hanno adottato sin da subito la Modulazione di Frequenza e la stereofonia, nascendo come uno strumento di intrattenimento incentrato essenzialmente sulla musica, hanno dato un grande contributo allo sviluppo del mercato discografico.
Quindi la radio, la grande invenzione di Guglielmo Marconi, si basava e si basa prevalentemente sull’intrattenimento musicale.
Ma come si è detto poche sono le canzoni che parlano di radio e in questo Post vogliamo ricordarne alcune tra le più significative per far comprendere come la radio entri a far parte della vita di ogni persona, trattandone alcune volte l’aspetto sentimentale, altre volte la vita sociale evidenziandone dei disagi, altre volte invece semplicemente facendo compagnia, portando la mente verso pensieri piacevoli...

Già con “Musica ribelle” nel 1976 Eugenio Finardi aveva cominciato a parlare di radio, e parlando di una certa Anna ci dice che…
…ascolta la sua cara radio per sentire
un po’ di buon senso e voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti.

E chi a 18 anni non ha bisogno di sentire delle voci calde, parole di buon senso e struggersi ascoltando quelle canzoni che fanno infrangere i cuori.
“Canzoni alla radio” brano del 1995 degli Stadio parla di come nasce per caso una canzone, ascoltando la radio…
con gli spot sono bravi a venderci i sorrisi,
e noi davvero chissà chi lo sa con quale voce parlare,
e così, così per caso nasce una canzone ...
E' la più bella di tutte,
si stacca piano dal cuore.
E' la più bella di tutte,
è una canzone d'amore.
E poi spiegano perché hanno inventato la radio, per…
le gite all'aperto,
i vestiti di seta,
le corse in bici sotto al cielo blu...
Un immagine bellissima, sole, natura spensieratezza e tanta voglia di vivere.
Lucio Dalla, nel 1990 con la sua “Le rondini” invece preferirebbe entrare dentro i circuiti della radio per volare lontano:
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
e volare sopra i tetti delle città.
Incontrare le espressioni dialettali,
mescolarmi con l’odore del caffè.
Fermarmi sul naso dei vecchi
mentre leggono i giornali
e con la polvere dei sogni volare e volare
al fresco delle stelle, anche più in là.
Essere parte dell’etere e poter vivere in simbiosi con tutti, non è forse un bel sogno!
A livello internazionale i Queen nel 1984 incisero la canzone “Radio Ga Ga” che riprendendo il tema di “Video killed the radio star” dei Buggles, del 1979, che parlava di una stella della radio, un nome famoso, che perde popolarità con l’avvento dell’era della musica da vedere o meglio ancora, che la radio viene uccisa dal mondo delle immagini (famosi sono alcuni fotogrammi del video dei Buggles in cui si vedono esplodere delle radio, immagini riprese più tardi anche dai Duran Duran in un loro video).
“Radio Ga Ga” parla di come il video sta prendendo il posto dell’ascolto radiofonico e Freddy Mercury e compagni in quell’occasione si auguravano…
Speriamo che tu non ci lasci mai, vecchia amica
Abbiamo bisogno di te come di tutte le cose buone
Quindi rimani perché
Potremmo sentire la tua mancanza
Quando saremo stufi di tutti questi video
Hai fatto il tuo tempo, hai avuto il potere
Devi ancora vivere il tuo momento d'oro
Rad
io.
Lunga vita alla radio...

Gli O.R.O. nel 1996 con “Onde radio” parlano della radio nata contro l’odio e solo per amore:
Onde radio, onde radio nuove
Onde solo per amore
Onde radio che parlano di libertà
Dove il mondo non cambia mai
Una voce per chi microfoni non ha
E ha bisogno di urlare come noi…

E nel 2004 con “Con la radio in sintonia” lo stesso gruppo faceva una riflessione:
Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia
se guardi nella Luna vedi il Sole…
La radio ti lascia libero di pensare, di provare sensazioni, di osservare anche i riflessi e le nuance.
Ma chiudiamo questo excursus tra le canzoni che parlano di radio, che ci auguriamo possa essere ampliata con altri estratti di canzoni da parte degli assidui ascoltatori di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, con quello che è la canzone simbolo, l’inno delle prime radio libere italiane.
Era l’anno 1976 ed Eugenio Finardi scriveva il testo de “La radio” che parla di quello che stava succedendo in Italia in quel momento, la nascita delle prime radio libere, ma libere veramente, testo che racchiude in se quello che è il vero significato di fare e ascoltare la radio:
Quando sono solo in casa e solo devo restare
per finire un lavoro o perché ho il raffreddore
c’è qualcosa di molto facile che io posso fare
accendere la radio e mettermi ad ascoltare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.
Con la radio si può scrivere leggere o cucinare
non c’è da stare immobili seduti a guardare
forse è proprio quello che me la fa preferire
è che con la radio non si smette di pensare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.

Viva la radio!

Salvo Rallo

sabato 28 febbraio 2009

Una lettera che ci ha fatto piacere leggere...



Qualche tempo fa, una mia amica e collega mi parlò di una radio locale che aveva avuto modo di ascoltare una domenica, durante una gita nel palermitano.
Mi disse che si trattava di una radio che trasmetteva prevalentemente musica, molto bella, intervallata da jingle, ma che aveva avuto modo di ascoltare anche la parte finale di una trasmissione d’informazione che conteneva parecchi servizi giornalistici molto interessanti, che la colpirono molto.
Dall’ascolto percepì che dietro quella musica, quelle trasmissioni, vi era tanta professionalità e tanto buon gusto.
Io abito in provincia di Trapani e sono un’assidua ascoltatrice, da sempre, della radio così incuriosita le chiesi il nome per poterla ascoltare da casa o dal lavoro.
Mi disse il nome: Radio Studio Centro Consorzio Radiofonico Siciliano!
Rimasi senza parole perché subito mi venne in mente che quando abitavo in un paesino dell’entroterra palermitano, dove mio padre svolgeva servizio nella locale stazione dei carabinieri, nei lunghi pomeriggi che trascorrevo a casa, ascoltavo proprio Radio Studio Centro da Marineo.
Anche in quegli anni, tra il 1986 e il 1989 questa emittente era molto innovativa, si ascoltava buona musica e degli ottimi programmi d’intrattenimento.
Telefonavo spesso per richiedere musica e così ho avuto modo di conoscere Giuseppe (Spinella n.d.r.), ho avuto modo di parlare con Salvo (Rallo n.d.r.) direttore della radio e con una bella voce, ho conosciuto “Enne al quadrato” ovvero i simpatici Nuccio e Nino (Benanti e Di Sclafani n.d.r.) che mi facevano divertire, con le loro trasmissioni piene di umorismo e buona musica e anche Don Pino che ricordo curava delle interessanti trasmissioni religiose.
Quei tre anni sono stati bellissimi, avevo tanti amici e ora ho tanti bei ricordi e tra questi sicuramente c’è anche Radio Studio Centro. Fin dai primi momenti in cui ho ascoltato questa frequenza ho notato che oltre ad un segnale corposo e pulito si poteva ascoltare musica diversa da quella trasmessa da altre stazioni radio ricevibili in zona.
Era la mia radio del cuore e ora che sentivo la mia amica parlarne così entusiasta avevo l’impressione, dopo vent’anni, di ritornare alla mia giovinezza, alla spensieratezza di quegli anni e tanti bei ricordi mi tornavano alla memoria. Così ho raccontato tutto alla mia amica.
L’indomani, tornati al lavoro, abbiamo cercato in Internet, con il motore di ricerca, Radio Studio Centro Consorzio Radiofonico Siciliano e ci siamo imbattuti sul sito dell’emittente www.radiostudiocentro.it e sul blog http://radiostudiocentro.blogspot.com, abbiamo mandato una mail per sapere se fosse possibile ascoltare la radio on line e abbiamo avuto una celere risposta, che sarà possibile ascoltare la radio on line, dal sito della stessa, a breve appena sarà disponibile il collegamento col provider.
Il mio cuore ha esultato perché avevo ritrovato “Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano” e per questa gioia oggi sto scrivendo la mia esperienza, dando così il mio contributo di memoria.
Sicuramente col passare degli anni la Radio sarà migliorata, spero che non si sia del tutto commercializzata come le tante altre radio che si possono ascoltare.
Per il momento concludo questa mia lettera con il piacere di aver ritrovato una parte di me stessa.
Vorrei che stringeste i tempi per mettere la Radio on line per poterla finalmente riascoltare…

Un abbraccio affettuoso e a presto.

Francesca

mercoledì 7 gennaio 2009

Radio ad alta definizione

La maggior parte dei consumatori probabilmente sa che stiamo passando a un formato di televisione digitale chiamato tv ad alta definizione, o Hdtv. Poche persone sanno invece che ne esiste una controparte audio, la radio Hd.
Come suggerisce il nome, il formato si propone di offrire grandi miglioramenti nella qualità e una moltitudine di nuovi servizi. Ma, allo stesso modo della tv digitale, anche la realtà della radio ad alta definizione si rivela molto al di sotto delle attese.
Come i suoi cugini digitali, l'Xm satellite radio e la Sirius satellite radio, la radio Hd si affida ad attrezzature speciali per produrre suoni migliori di quelle delle normali trasmissioni analogiche.
L'Hdfm offre una qualità quasi da Cd, grossomodo paragonabile a quella delle emittenti satellitari americane Xmo Sirius, mentre l'Hdam dovrebbe avvicinarsi alle normali trasmissioni Fm, secondo i suoi promotori.
Ma le uniche stazioni Am digitali che sono riuscito a trovare non offrivano altro che chiacchiere. Tanto le stazioni Am che quelle Fm sono fortunatamente libere da disturbi e sibili, ma se il segnale è debole il suono si spezzetta come una conversazione via telefonino da una zona non coperta.
A differenza di Xm e Sirius, la radio Hd è gratuita e aperta a tutti coloro che posseggono un'attrezzatura in grado di riceverla. Ho provato due diversi sistemi, il Polkaudio I-Sonic, che è in grado di ricevere il servizio Xm, e il più economico Radioshack Accurian Tabletop Hd radio.
Come prevedibile, l'I-Sonic (599 dollari) offre un sound migliore ed è più efficace nel captare segnali deboli. Ma le persone vorranno spendere per questi costosi apparecchi, solo per una qualità del suono superiore? Ne dubito. Nel caso della radio satellitare, è la programmazione, non una migliore qualità audio, che giustifica una spesa di 12,95 dollari al mese. Ahimè, la radio ad alta definizione, almeno quella che esiste oggi, corrisponde per lo più a quel vasto deserto di quella tradizionale, con stazioni che propongono un repertorio piuttosto limitato espresso in pochi, ripetitivi formati.
Dal momento che il broadcasting digitale impiega la banda in modo molto più efficiente delle trasmissioni analogiche, sullo spettro assegnato a un'unica stazione radio analogica è possibile far passare due e a volte tre canali digitali. Ma purtroppo sono poche le emittenti che stanno sfruttando questa opportunità. Nell'area di Washington, sono 18 le stazioni che trasmettono in alta definizione e di queste solo la metà offre un secondo canale. Mi ha felicemente sorpreso vedere che la American University ha trovato una seconda casa per la musica country americana, che aveva bandito dalla sua radio Wamu-fm, ma mi ha deluso scoprire che la radio Weta-fm (emittente della regione di Washington, ndr) non abbia fatto altrettanto per la musica classica.
Le stazioni, che sono sul punto di avviare una importante campagna pubblicitaria per promuovere la radio Hd, promettono per il futuro una varietà di servizi, tra cui informazioni in tempo reale sulle canzoni e i cantanti, programmazione on demand, e la possibilità di registrare i programmi in modo automatico. Ma per ottenere queste funzionalità già oggi, si deve sottoscrivere un abbonamento a una radio satellitare.
Radio Hd
Come qualunque altra nuova tecnologia di intrattenimento, ovviamente anche la radio Hd deve affrontare alcuni ostacoli. È difficile attirare ascoltatori se non si dispone di molti contenuti e di lettori economici, ma senza un'audience importante nessuno vuole fornire i contenuti o produrre le radio. Xme Sirius stanno spendendo a piene mani i capitali dei loro azionisti per creare un mercato, ma la radio digitale non ha finanziatori (…).

Stephen Wildstrom

(Copyright BusinessWeek ) tratto da 'Il Mondo' (Digital-sat.it ) e da "Giornaleradio" - anno 1, n. 3, pg. 10