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martedì 31 marzo 2009

Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia, se guardi nella Luna vedi il Sole…

Sono poche le canzoni che parlano di radio, anche se la radio è stata il primo mezzo di diffusione della musica.
La musica, che ha iniziato ad affermarsi all’inizio dello scorso secolo, grazie alla radio, nuovo mezzo trasmissivo, prima era diffusa, cioè suonata e fruita nello stesso momento dell'ascolto quindi in diretta. Per questo le trasmissioni si chiamavano di radiodiffusione o meglio di broadcasting.
Fino agli anni quaranta le esecuzioni di concerti erano riprese dal vivo, parecchie anche di musica leggera.
Dovette passare parecchio tempo per arrivare la distribuzione, cioè la registrazione di brani musicali su disco o su nastro magnetico e la vendita al pubblico su vasta scala. Infatti solo dal secondo dopoguerra il disco è diventato la fonte principale per la fruizione di musica, anche via radio.
Vi erano dischi a 78 giri, a 33 giri e 1/3 e vi erano pure dei dischi speciali utilizzati dalle sole radio (di 44 cm di diametro); più tardi arrivò anche il famoso 45 giri. Il disco o il nastro davano alle emittenti radiofoniche la possibilità di trasmettere tanta musica e promuovere, con il supporto delle case discografiche, gli stessi dischi.
Negli anni cinquanta inizia la diffusione di stazioni e ricevitori in Modulazione di Frequenza (FM), una tecnica innovativa per quel tempo, che dava maggiore fedeltà nell’ascolto a differenza delle varie tipologie di trasmissione fino a quel momento utilizzate. Le Onde Lunghe venivano utilizzate per trasferire il segnale radio lontano (ad esempio tra le due coste dell’oceano), le Onde Corte quando vi erano problemi con l’orografia del territorio (il segnale arrivava anche nei paesi circondati da catene montuose) e le Onde Medie, le frequenze maggiormente utilizzate in quei tempi, con trasmettitori di grandissima potenza per poter essere facilmente ascoltabili da chiunque avesse a disposizione un’apparecchio radio, il sogno di tante famiglie, ma con qualità di ascolto davvero molto scarsa.
Il segnale in Modulazione di Frequenza è una tecnica anche in grado di trasportare sulla stessa portante due canali separati, e quindi di trasmettere in stereofonia. Per questi motivi la FM è diventata il canale preferenziale per l'ascolto di musica ad alta fedeltà.
Le radio libere, che hanno adottato sin da subito la Modulazione di Frequenza e la stereofonia, nascendo come uno strumento di intrattenimento incentrato essenzialmente sulla musica, hanno dato un grande contributo allo sviluppo del mercato discografico.
Quindi la radio, la grande invenzione di Guglielmo Marconi, si basava e si basa prevalentemente sull’intrattenimento musicale.
Ma come si è detto poche sono le canzoni che parlano di radio e in questo Post vogliamo ricordarne alcune tra le più significative per far comprendere come la radio entri a far parte della vita di ogni persona, trattandone alcune volte l’aspetto sentimentale, altre volte la vita sociale evidenziandone dei disagi, altre volte invece semplicemente facendo compagnia, portando la mente verso pensieri piacevoli...

Già con “Musica ribelle” nel 1976 Eugenio Finardi aveva cominciato a parlare di radio, e parlando di una certa Anna ci dice che…
…ascolta la sua cara radio per sentire
un po’ di buon senso e voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti.

E chi a 18 anni non ha bisogno di sentire delle voci calde, parole di buon senso e struggersi ascoltando quelle canzoni che fanno infrangere i cuori.
“Canzoni alla radio” brano del 1995 degli Stadio parla di come nasce per caso una canzone, ascoltando la radio…
con gli spot sono bravi a venderci i sorrisi,
e noi davvero chissà chi lo sa con quale voce parlare,
e così, così per caso nasce una canzone ...
E' la più bella di tutte,
si stacca piano dal cuore.
E' la più bella di tutte,
è una canzone d'amore.
E poi spiegano perché hanno inventato la radio, per…
le gite all'aperto,
i vestiti di seta,
le corse in bici sotto al cielo blu...
Un immagine bellissima, sole, natura spensieratezza e tanta voglia di vivere.
Lucio Dalla, nel 1990 con la sua “Le rondini” invece preferirebbe entrare dentro i circuiti della radio per volare lontano:
Vorrei entrare dentro i fili di una radio
e volare sopra i tetti delle città.
Incontrare le espressioni dialettali,
mescolarmi con l’odore del caffè.
Fermarmi sul naso dei vecchi
mentre leggono i giornali
e con la polvere dei sogni volare e volare
al fresco delle stelle, anche più in là.
Essere parte dell’etere e poter vivere in simbiosi con tutti, non è forse un bel sogno!
A livello internazionale i Queen nel 1984 incisero la canzone “Radio Ga Ga” che riprendendo il tema di “Video killed the radio star” dei Buggles, del 1979, che parlava di una stella della radio, un nome famoso, che perde popolarità con l’avvento dell’era della musica da vedere o meglio ancora, che la radio viene uccisa dal mondo delle immagini (famosi sono alcuni fotogrammi del video dei Buggles in cui si vedono esplodere delle radio, immagini riprese più tardi anche dai Duran Duran in un loro video).
“Radio Ga Ga” parla di come il video sta prendendo il posto dell’ascolto radiofonico e Freddy Mercury e compagni in quell’occasione si auguravano…
Speriamo che tu non ci lasci mai, vecchia amica
Abbiamo bisogno di te come di tutte le cose buone
Quindi rimani perché
Potremmo sentire la tua mancanza
Quando saremo stufi di tutti questi video
Hai fatto il tuo tempo, hai avuto il potere
Devi ancora vivere il tuo momento d'oro
Rad
io.
Lunga vita alla radio...

Gli O.R.O. nel 1996 con “Onde radio” parlano della radio nata contro l’odio e solo per amore:
Onde radio, onde radio nuove
Onde solo per amore
Onde radio che parlano di libertà
Dove il mondo non cambia mai
Una voce per chi microfoni non ha
E ha bisogno di urlare come noi…

E nel 2004 con “Con la radio in sintonia” lo stesso gruppo faceva una riflessione:
Quando sfiori il mondo con la radio in sintonia
se guardi nella Luna vedi il Sole…
La radio ti lascia libero di pensare, di provare sensazioni, di osservare anche i riflessi e le nuance.
Ma chiudiamo questo excursus tra le canzoni che parlano di radio, che ci auguriamo possa essere ampliata con altri estratti di canzoni da parte degli assidui ascoltatori di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, con quello che è la canzone simbolo, l’inno delle prime radio libere italiane.
Era l’anno 1976 ed Eugenio Finardi scriveva il testo de “La radio” che parla di quello che stava succedendo in Italia in quel momento, la nascita delle prime radio libere, ma libere veramente, testo che racchiude in se quello che è il vero significato di fare e ascoltare la radio:
Quando sono solo in casa e solo devo restare
per finire un lavoro o perché ho il raffreddore
c’è qualcosa di molto facile che io posso fare
accendere la radio e mettermi ad ascoltare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.
Con la radio si può scrivere leggere o cucinare
non c’è da stare immobili seduti a guardare
forse è proprio quello che me la fa preferire
è che con la radio non si smette di pensare.
Amo la radio perché arriva dalla gente
entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera ma libera veramente
piace anche di più perché libera la mente.

Viva la radio!

Salvo Rallo