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martedì 23 dicembre 2008

Regalo di Natale

REGALO DI NATALE

Quest’anno ti voglio regalare
un Natale come quelli di una volta,
con l’angelo che sulle ali porta
l’annuncio che sempre fa esultare!

Vorrei ci fosse anche un po’ di neve
ma leggera come zucchero filato
perché nel paesaggio imbiancato
il mondo sembri candido e più lieve.

Vorrei un cielo di morbido velluto
con lassù una cometa scintillante
e di stelle un corteo danzante
perché nessuno si senta più sperduto.

Poi gente comune, pecore e pastori
Campane nella notte rintoccanti
e su di noi leggera come manti,
la musica che scioglie ogni dolore.

Infine per te ecco… Una culla
dove poggiare il tuo ferito cuore
là sulla paglia vicino al Redentore
che ti sussurra “Non temere nulla”!


Emanuela Fimiani

1998
_______



Non riusciamo ad immaginare un Natale senza un vero augurio:
che la festa più bella dell'anno porti nei vostri cuori pace, amore e serenità.
Per chi è malato o è solo... possano le stelle vegliare su di voi e la luna custodire i vostri sogni.
Ed infine un augurio per il nuovo anno:
il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.
Quindi non smettete di sognare… il futuro vi appartiene!

Auguri di Buon Natale e di un Felice 2009 pieno di successi!
Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano
(Due Erre Italia Group)

domenica 30 novembre 2008

Affinità di intenti, reciproca stima e considerazione!

A poco più di trent'anni dall'esordio delle radio libere, ci siamo resi conto che la società è cambiata e oggi ci chiede un resoconto di quella stagione, di quella “fantastica avventura” che ci ha visto partecipi assieme a migliaia di altri appassionati di radio in tutta Italia. L'idea di mettere in Rete questo Blog non è quindi un’operazione vintage, anche se inevitabilmente il ricordo delle avventure, delle conquiste legate alla radio è dominante; ma è l’unico modo per parlare della nostra storia, della storia della nostra nazione, attraverso l’avventura chiamata Radio. Parlando anche di tutte quelle persone che hanno legato il loro destino a questo affascinante fenomeno...
Abbiamo iniziato a parlare di quegli amici che sono stati importanti per la crescita della nostra emittente e continueremo a farlo, perché è importante ricordare chi ci ha sostenuto e continua a farlo. Perché l’Etere è una vera passione, un vero culto, e molte persone hanno dedicato gran parte della loro vita, del loro prezioso tempo, rinunciando a divertimenti, trascurando la propria famiglia, per far vedere o far ascoltare qualcosa di diverso al pubblico. Per rendere la gente sempre più libera, per essere più informata, per essere in condizione di pensare con la propria testa, per avere un proprio giudizio, per esprimere le proprie scelte e le proprie opinioni, questo grazie ai tanti mezzi di comunicazione oggi disponibili.

Giuseppe Schilleci è l’amico di cui vogliamo parlarvi. “Pino” per gli amici praticamente è un genio dell’elettronica, lui modesto per com’è, dice che non è vero, ma noi possiamo solo confermarlo. Ma Pino non è solo questo, è una bella persona, seria, piena di bontà e altruismo, un signore di altri tempi. Sempre disponibile a dare una mano a chi chiede aiuto e collaborazione. Come si lega la sua storia con Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano è semplice da spiegare. Inizia la sua attività lavorativa a Marineo negli anni settanta come radiotecnico. Ben presto la sua bravura viene riconosciuta da tutti, non solo a Marineo ma anche nei centri vicini. Nel 1976 nascevano le prime radio e televisioni libere locali. La radio era già in funzione nella nostra cittadina, mentre mancavano i segnali delle televisioni locali. Proprio da questa constatazione partì l’interesse di Pino verso questo nuovo mondo che si affacciava all’orizzonte. La sua genialità fece il resto, trovando terreno fertile anche in altre persone che chiamò a collaborare con lui. Partecipando all’installazione del traliccio in montagna per la ripetizione del segnale della prima emittente radiofonica provinciale che aveva sede a Marineo, progettò in che modo poteva offrire alla gente la possibilità di vedere i tanti canali televisivi che trasmettevano nella città di Palermo e che non erano visibili nella zona di Marineo. Come per la radio, sino a quel momento arrivava solo il primo e il secondo canale della RAI. Pino fece quindi la scommessa di dare la possibilità di vedere altre programmazioni televisive. Grazie alla sua idea di libertà, mise a disposizione le sue conoscenze di elettronica, per costruire, in sinergia con una ditta elettronica di Palermo, delle apparecchiature di alta frequenza, chiamati “ponti caldi”, che in pratica erano dei ripetitori banda-banda. Delle apparecchiature da installare in montagna che ricevevano il segnale con una semplice antenna, come un normale televisore, da Monte Pellegrino a Palermo o Monte Cammarata ad Agrigento, ritrasmettendolo in un'altra banda, spesso in fuori banda cioè in una frequenza non vedibile con un normale apparecchio televisivo e questo per avere un segnale più pulito. Pino aveva creato dei ponti di trasferimento come c’è ne sono tanti oggi in commercio, senza l’utilizzo di ricevitori, modulatori e amplificatori che in quel tempo non erano facilmente reperibili, perché eravamo solo agli albori di questo nuovo ed entusiasmante fenomeno chiamato radio e televisione libera. Trasmettendo con pochissima potenza e in fuori banda, il “genio” progettò dei convertitori-amplificatori che di fatto convertivano il segnale, riportandolo sulle frequenze che utilizzano i ricevitori delle televisioni, amplificandolo per poter essere visto senza alcun disturbo. Il progetto ebbe un grande eco e moltissime persone ebbero la possibilità di vedere i film più recenti, i concerti dei cantanti famosi, gli spettacoli registrati dal vivo, potendo partecipare ai ricchi giochi a premi che le televisioni locali trasmettevano, assieme a tutte quelle trasmissioni di informazione e cultura locale. Tutte trasmissioni impensabili per quei tempi di monopolio radio televisivo.
Nel 1985, quando progettammo di installare il nostro ripetitore non ci pensammo due volte a contattare Giuseppe Schilleci per avere dei consigli. Sicuramente con la sua esperienza, la sua preparazione, poteva aiutarci a realizzare nel migliore dei modi il ripetitore per la nostra radio. Ci dette lezione sulle antenne, sui tralicci, sui box da realizzare per ospitare le apparecchiature, sull’areazione degli stessi e su tante cose che in tanti anni di esperienza in montagna aveva imparato. L’esperienze di tanti anni di duro lavoro messe a disposizione di noi giovani ragazzi che avevamo intenzione d’intraprendere questa nuova avventura. Individuò anche il sito dove poter costruire il nostro box, un po’ più piccolo del suo, ma come egli stesso ci promise, tale da poterci entrare in piedi, perché chi va in montagna per lavorare sui ripetitori deve avere il giusto spazio. Infatti i box dei concorrenti, erano delle cabinette alte meno di un metro e per poterci lavorare era necessario stare in ginocchio o peggio ancora sdraiati per terra; e in aperta campagna se in estate poteva anche andare bene, in inverno, con la pioggia o la neve, erano guai seri. Pino è stato ed è tutt’oggi disposto ad ogni sacrificio per far rimanere in funzione tutte le apparecchiature a lui affidate nel corso degli anni da tante televisioni libere, sfidando ora le intemperie, ora il grande caldo. Non curandosi dei giorni di festa o dell’alternarsi del giorno e della notte. Tutto deve essere sempre perfettamente funzionante, il resto non esiste o meglio non può esistere, perché chi come Pino si occupa dell’Etere è sicuramente una persona particolare, un sognatore legato al cielo, non facilmente comprensibile da chi è lontano da questo mondo.
Fortunatamente, Pino sino ad oggi è stato con noi in tutte le battaglie che abbiamo dovuto sostenere. A volte complicate, come quando siamo stati vittime di furti o di sabotaggi per impedirci di trasmettere; e per far ripartire il segnale abbiamo utilizzato delle apparecchiature di riserva e la tanta esperienza di Pino. A volte più semplici, si fa per dire, come quando i fulmini hanno bruciato il ripetitore e abbiamo visto operare in montagna il nostro amico, con pochi attrezzi di fortuna, per riparare il guasto e farci ripartire subito. A conclusione, crediamo che la filosofia di vita per chi fa radio o televisione sia proprio che se qualcosa va storto non ci si deve abbattere perché con l’aiuto di un amico fidato tutto funziona e funzionerà sempre.
Grazie al nostro amico più fidato! Pino Schilleci, domani ci vedremo ancora in montagna perché ci saranno tantissime altre fantastiche avventure radiofoniche da compiere!

Salvo Rallo

venerdì 31 ottobre 2008

Ricordi che affiorano, nostalgia per i tempi che furono…

Il mondo al tempo delle prime radio e TV libere, a metà degli anni '70, era paragonabile alla conquista del west. L'etere era il west da conquistare e molti di noi erano i pionieri di questa conquista. Per i giovani di oggi è molto difficile riuscire ad immaginare quello che è successo in quegli anni, quel fenomeno rivoluzionario che cambiò la nostra vita. Chi ha meno di trenta anni, è nato e cresciuto con la radio e la televisione commerciale, con la televisione a colori, con mille canali di ogni genere, ascoltabili e vedibili con decine di mezzi diversi. Sembrerebbe che tutto fosse sempre esistito, ma facendo un passo indietro e ritornando al 1974, in Italia vi era una sola radio e una sola televisione, la RAI. Bisognerà aspettare il 1976 per iniziare a parlare del fenomeno delle “radio libere” e di quanti lo hanno reso possibile.
Raggiunta la nostra età è spontaneo ricordare la giovinezza, i ricordi affiorano e la nostalgia per i tempi che furono, fa da padrona. Vogliamo iniziare a parlare di quelle persone, che con la loro passione, la loro dedizione, la loro preparazione; perdendo ore, giornate, distruggendo le loro auto per arrivare in cima alle montagne per trasmettere quei segnali tanto auspicati dalla società di quel tempo e ai quali oggi ci siamo quasi assuefatti, hanno permesso che la sfida di quegli anni si trasformasse in realtà. Noi parleremo solo di quelle persone che hanno gravitato e gravitano ancora oggi attorno alla nostra Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, ma parlando di loro, della loro esperienza, potremo ampliare il discorso e parlare di tutti quei pionieri dell’etere che hanno cambiato il volto della nostra Italia, affermando un diritto sancito dalla costituzione, ovvero la libertà di espressione delle proprie idee con qualunque mezzo disponibile.
Iniziamo a parlare del compianto Salvatore Muratore, tecnico di alta frequenza, scomparso alcuni anni fa in un incidente avvenuto in una stazione ripetitrice di Monte Pellegrino a Palermo, di cui nessuno oggi parla, ma che a nostro parere dovrebbe essere sempre ricordato. Iniziò la sua attività a Marineo, un centro che dista 25 km da Palermo, che ha sempre avuto un ruolo rilevante nel settore radiofonico, dove, nel 1976, nacque la prima emittente radiofonica provinciale siciliana; molti di noi in quegli anni iniziarono con lui l’esperienza radiofonica come speaker.
Nel 1980 nacque la nostra radio, Radio Studio Centro, trasmetteva come emittente zonale sulla frequenza dei 90,00 Mhz, con un trasmettitore che avevamo autocostruito e una antenna sul tetto della nostra sede che ci permetteva di raggiungere la zona compresa tra Marineo e Misilmeri. Come si incrocia la storia di Totò Muratore con quella di Radio Studio Centro è facile da spiegare. Nel 1982 per problemi di ordine tecnico abbiamo richiesto una sua consulenza e lui senza problemi iniziò ad occuparsi dell’alta frequenza della nostra emittente. Era così tanto l’amore per quella professione e la consapevolezza di poter dare un contributo con la sua arte, che non badò al fatto che eravamo coloro i quali eravamo fuoriusciti dalla sua radio per farne un’altra, anzi prese a cuore questa nuova creatura che nel frattempo cresceva.
Nel 1985, con un nuovo assetto societario, Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano intendeva estendere la propria zona di copertura a sud - est della provincia di Palermo e in zone della stessa città. Occupandosi di alta frequenza, cioè della produzione e della installazione di apparecchiature per la trasmissione dei segnali in FM, ci affidammo a Totò per la realizzazione del ripetitore. Totò Muratore era un nostro compaesano, lo conoscevamo sin dai nostri esordi radiofonici, ci ha visto crescere prima come speaker e poi come proprietari della nuova radio. Era preparato e molto professionale in questo lavoro, caratteristiche impensabili in quei tempi dove andava di moda il fai da te. Ci propose di sdoppiare la frequenza, lasciando il primo segnale sui 90,00 Mhz in trasmissione da Marineo centro e di accendere una nuova frequenza sui 102,500 Mhz in montagna, in contrada Costa Zita. Le apparecchiature che ci consigliò di installare erano all’avanguardia. Mentre quasi tutte le radio avevano un collegamento in Banda e cioè sulla frequenza 88-108 Mhz oppure, nel migliore dei casi, in fuori banda tra 52 e 68 Mhz, noi installammo un ponte professionale CBM a 1 Ghz sulle frequenze che oggi sono usate dai telefonini, sugli 800-900 Mhz. Il risultato fu stupefacente, ci ascoltavamo ovunque, abbiamo ricevuto delle relazioni di ascolto, che ancora oggi conserviamo gelosamente, dalla Campania, dall’Emilia Romagna e perfino dalla lontanissima Svezia. A contribuire al nostro successo fu anche un processore audio, uno storico Hiletron che lo stesso Totò ci fece acquistare perché, in anticipo sui tempi, come ci disse allora, una radio che si ascolta bene, con un segnale corposo, è più seguita e quindi vincente.
Ma la storia stava arrivando al triste epilogo. Era il 1987, a causa di un guasto al trasmettitore sui 90,00 Mhz pensammo che era giunto il tempo di fare un grande passo, cioè di allargare ancora il nostro bacino d’utenza verso la Città, sfruttando proprio quella storica frequenza. Era un venerdì di fine marzo, portammo l’apparecchiatura da Totò per ripararla e per porre le basi al nostro progetto. Ci saremmo rivisti, per avere il trasmettitore riparato e per pianificare quel tanto auspicato ampliamento della zona di copertura il mercoledì successivo, il primo di aprile, cioè dopo l’impegno che aveva preso con l’emittente Punto Radio che doveva trasmettere il suo segnale in Città. Chiedemmo a Totò, perché sapevamo pieno di lavoro in quanto l’eco della sua professionalità era nota in tutta la Sicilia e anche fuori, di non farci lo scherzo del pesce di aprile di non ripararci il trasmettitore. Lui era anche uomo di scherzo e si raccontavano parecchi aneddoti che lo riguardavano; tra tutti, quello della giornata in pieno inverno, con la neve in montagna, che venne scelta per installare delle antenne. Sul traliccio alto 25 metri, ci salì con la sigaretta in bocca e gli occhiali da sole, le antenne sulle spalle, dicendo alle persone che si trovavano con lui, preoccupate che quella non era la giornata ideale per lavorare in montagna, che proprio quella era la giornata ideale per quel tipo di lavoro.
Ma arriviamo a lunedì 30 marzo 1987, alle ore 20 ricevemmo una telefonata che ci annunciava la triste notizia… Totò Muratore era morto! La vita, a volte gioca brutti scherzi. A 32 anni morire folgorato a Monte Pellegrino, per una banale disattenzione, mentre esegui il tuo tanto amato lavoro di radiotecnico è una beffa alla vita. Chissà quante cose avrebbe potuto ancora fare Totò negli anni a venire, sia nella sua vita, sia nel settore radiofonico, sia per la nostra Radio. Il primo di aprile, quel pesce d’aprile Totò c’è lo fece, l’appuntamento con noi lo mantenne ma con lui siamo stati al suo funerale. Una nota, ovvero un sordo e cupo segnale si levò in quel momento da tutte le radio libere per dare l’ultimo saluto a chi aveva dato la sua vita per quell’amore incommensurabile chiamato Radio.
Salvo Rallo

martedì 30 settembre 2008

La radio cambierà?

La radio cambia! Dopo parecchi tentativi sembra che stia per arrivare nel nostro paese lo standard digitale che cambierà il modo di ascoltare la radio. Pubblichiamo un articolo tratto da “Sabato Sera online” che parla dello standard “DMB”.

‹‹ Anche in Italia sta per diffondersi la radio digitale: è iniziata a Bologna la sperimentazione del nuovo standard “DMB” (un’evoluzione del vecchio “DAB”) che permetterà a tutte le attuali radio analogiche di trasmettere il segnale nella nuova tecnologia. La sperimentazione portata avanti da RaiWay coinvolge, oltre alla RAI, 19 radio locali.
Cos’è, e come si ascolterà la nuova radio digitale? Il “DMB” permette di diffondere oltre all’audio anche altri dati: testo, grafici e immagini. E’ per questo motivo che viene definita “Visual Radio”. Per ascoltarla bisogna però dotarsi di nuovi ricevitori digitali.
Le possibilità della radio digitale sono ancora tutte da scoprire, in estrema sintesi possiamo elencarne alcune:
1) Qualità cd, uniforme per tutte le emittenti, senza più avere problemi interferenziali.
2) Maggiore copertura del segnale (pluriprovinciale o regionale).
3) Possibilità di bloccare e riascoltare la trasmissione quando si vuole: ripartendo dall’inizio del programma o del brano musicale.
4) Possibilità di associare al flusso audio dati e immagini, sia inerenti a quanto si sta ascoltando, oppure totalmente diversi.In questa prima fase della sperimentazione i ricevitori digitali non sono ancora diffusi nei negozi di elettronica. I nostri ascoltatori interessati alla Visual Radio che vogliano diventare “pionieri dell’ascolto digitale” possono acquistare i ricevitori solo on-line ››.

domenica 31 agosto 2008

1^ edizione di " Radio Studio Centro Award"… il successo è alla portata di tutti!

Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano, organizza la 1^ edizione di " Radio Studio Centro Award" manifestazione ideata per dare spazio e visibilità a tutti gli artisti siciliani che vivono per la musica ma non hanno la possibilità di far ascoltare i loro brani al vasto pubblico. Alla 1^ edizione di " Radio Studio Centro Award" possono iscriversi tutti quei cantanti o gruppi musicali che presentano dei brani inediti da far ascoltare al vasto pubblico radiofonico e della Rete.
Gli artisti parteciperanno ad una vera e propria gara canora che si svolgerà nel periodo invernale sulle frequenze di Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano e sui siti web della stessa emittente. I cantanti o i gruppi musicali avranno un loro spazio di esibizione e di presentazione.
Il meccanismo di votazione sarà molto semplice e verrà utilizzato anche il web; il vincitore del premio sarà scelto da chi segue la musica e ascolta Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano.
A conclusione della manifestazione canora verrà organizzata una serata dedicata al premio e gli artisti potranno esibirsi dal vivo proponendo il loro brano; in quell’occasione verrà proclamato il vincitore che riceverà una borsa di studio in denaro oltre al 1° Trofeo “Radio Studio Centro Award".
Tutti gli artisti in competizione avranno la possibilità di veder inciso il loro brano su un CD raccolta edito da Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano e dalla stessa distribuito. Per iscriversi alla manifestazione basta inviare una mail a: info@radiostudiocentro.it specificando il nome del cantante o del gruppo, i contatti telefonici e la mail, in modo da poter recapitare i moduli da compilare e inoltrare alla Radio per l’iscrizione che dovrà avvenire entro e non oltre il 31 Ottobre 2008. E’ necessario corredare l’iscrizione da una registrazione, in qualsiasi formato audio, del brano che parteciperà alla gara.
Ad iscrizione conclusa, verranno comunicati sul sito dell'emittente e sul Blog i nominativi dei cantanti e dei gruppi musicali che hanno presentato l'iscrizione e che parteciperanno al premio. Non perdete quindi questa occasione, con " Radio Studio Centro Award" il successo è alla portata di tutti!

giovedì 31 luglio 2008

Approccio alla “Sociologia della Comunicazione”

La radiofonia è la trasmissione e la ricezione a distanza di contenuti sonori che avvengono per mezzo di onde radio. Nei primi decenni l’invenzione venne distinta in radiotelefonia, la comunicazione sonora (tipicamente vocale) tra due o più persone, e in radioaudizione circolare, la diffusione di contenuti sonori alle masse che possono essere, una ripresa dal reale oppure una creazione, o anche una combinazione delle due. La radioaudizione circolare è stata quindi il primo sistema di diffusione del mezzo di comunicazione di massa più diffuso che oggi chiamiamo semplicemente radio, seguito, in ordine di tempo, dalla filodiffusione, dalla rete Internet, dalla televisione digitale via cavo, dalla radio e televisione digitale satellitare e dalla televisione digitale terrestre; domani, forse, anche della radio digitale terrestre. Per questo oggi rimane l'uso dell'aggettivo "radiofonico" per esprimere attinenza con la radio intesa come mezzo di comunicazione di massa anche se tale mezzo oggi non è più diffuso solo attraverso le onde radio. Radio libera è una espressione italiana indicante le emittenti radiofoniche nate dopo la liberalizzazione dell’etere del 1976. Non esisteva ancora Internet, quindi, aprire una radio libera o collaborare a una di esse per i giovani era uno dei pochi mezzi a loro disposizione per comunicare.
Oggi esistono i cosiddetti nuovi media (tutte le memorie ottiche come videodischi, CD-Rom, CD; la televisione digitale interattiva pay-per-view) che sono quei mezzi di comunicazione di massa sviluppatisi posteriormente alla nascita dell'informatica, che vivono in correlazione con essa integrando i media tradizionali e la loro principale peculiarità è l’interattività. Ma la frontiera è il nuovissimo many-to-many (molti a molti), dove attraverso la Rete e delle applicazioni specifiche, la comunicazione digitale permetterà una simultaneità intercognitiva delle esperienze collettive di tutti coloro che aderiranno a questa piattaforma.
Per messaggio s'intende il testo di una comunicazione che viene diretta da un emittente a un destinatario. Può essere scritto, cartaceo o telematico (lettera, telegramma, telefax, E-mail, SMS, MMS, Post), o vocale che, parlando al telefono, al microfono, viene ricevuto da un telefono, una segreteria telefonica oppure dalla radio. Quindi tutti i messaggi vengono veicolati da un canale, che varia a seconda del tipo di messaggio (i più comuni: la posta, i server di posta elettronica, i servizi di telefonia fissa o mobile, il telegrafo, l’etere). Il messaggio viene elaborato secondo una lingua o codice che deve essere noto al destinatario. Al messaggio segue la ricezione o risposta (feedback), tramite dispositivi automatici che cambiano a seconda del vettore usato.
Tutta questa premessa serve per parlare della sociologia della comunicazione, branca della sociologia che studia nel dettaglio le implicazioni socio-culturali che nascono dalla mediazione simbolica, con particolare riguardo all'uso dei mezzi di comunicazione di massa. Essa studia dunque la radio, il cinema, la televisione, la stampa e, più recentemente, appunto i nuovi media. Studiare i mezzi di comunicazione significa esaminare come lo stesso messaggio mediatico abbia, a seconda del contesto culturale, economico e sociale in cui viene ricevuto, conseguenze differenti sui gruppi sociali, come sui singoli individui che ne fanno parte. In altre parole si analizzano i modi in cui il messaggio è trasmesso, le tecniche per una corretta comunicazione, le conseguenze della loro fruizione, nonché le modalità per riconoscere quando la comunicazione non è corretta.
Per chi volesse approfondire la tematica, consigliamo di leggere i classici della sociologia della comunicazione, e i manuali redatti dagli autori: Anthony Gitlin; Erving Goffman; Alfred Schütz; John Baptist Thompson.
Salvo Rallo

lunedì 30 giugno 2008

Nuove libertà di Antenna

Il 28 Luglio del 1976 la sentenza n° 202 della Corte Costituzionale, sanciva la libertà di emissione radiofonica privata nel nostro paese.
Parecchi erano stati i tentativi da parte di semplici cittadini o di associazioni di avere “Libertà di Antenna”, ma con scarsi risultati. La prima esperienza di radio libera in Italia fu quella di Radio Sicilia Libera che trasmise da Partinico (PA) dal 25 al 26 marzo 1970, dopo solo 27 ore la Polizia intervenne e la chiuse. Tre anni più tardi saranno parecchie le emittenti che episodicamente e in maniera irregolare iniziano a trasmettere, contravvenendo alla legge vigente che garantiva il monopolio della RAI Radiotelevisione Italiana. Da questo contravvenire alla legge le radio furono “pirata” o “clandestine”.
Dal 1976 ad oggi parecchie cose sono cambiate e parecchie leggi hanno modificato lo scenario radiofonico privato italiano. Oggi sono in attività, sul territorio nazionale, circa 1200 emittenti radiofoniche che vengono ascoltate da oltre 37 milioni di persone, ogni giorno. Uno scenario inimmaginabile trentadue anni fa!
Ma non dobbiamo dimenticare anche che il novecento è stato il secolo che ha visto l’incontro tra il primo mezzo di comunicazione, la radio, e l’ultimo, Internet; un universo ancora tutto da scoprire con nuovi linguaggi, nuove pratiche di produzione e di fruizione del segnale. Un’ibridazione tra la radio e la Rete, un’altra scommessa per la radiofonia che si inserisce nel più ampio scenario digitale dove radio, telefonino, televisione, cinema e computer, si fondono in una nuova epoca tecnologica e culturale, quella delle tecnologie per la comunicazione e l’informazione o ICT (Information Communication Technology).

sabato 17 maggio 2008

Radio libera, idea di libertà

Tra i programmi in onda su Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano vi è “Domenica Cultura”, una trasmissione realizzata dai servizi speciali della Radio e della Due Erre Italia divisione Media. “Domenica Cultura” è un contenitore all’interno del quale vi sono spazi dedicati all’informazione, all’approfondimento su temi di cultura, attualità, politica, costume, società e anche di musica. Gli interventi vengono settimanalmente realizzati dalla redazione giornalistica dell’Emittente e da soggetti esterni. Tra le rubriche più seguite del programma vi è quella dedicata ai libri. Recentemente, abbiamo avuto il piacere di recensire un libro che parla di radio libere, dal titolo “Via Etere” Radio libera, idea di libertà, di Paolo Lunghi. Oggi sul nostro Blog vogliamo pubblicarne il testo integrale, per dare l’opportunità ai nostri appassionati lettori di “saperne di più”...
Ben trovati, oggi parleremo del libro di Paolo Lunghi “Via Etere” Radio libera, idea di libertà. Edito da Ibiskos Ulivieri - Il Frangipane - un libro dedicato…a quei noti ignoti degli anni '70 e ai 30 anni delle radio libere. Un libro affascinante e che ci tocca da vicino, perché molti di noi, hanno iniziato la propria esperienza radiofonica trent’anni fa, nel lontano 1977. Il libro è una sorta di radiocronaca della radio, che mette insieme aspetti socioculturali e socioeconomici di un cambiamento di costume e di vita nella nostra Italia.
Partendo da una tra le centinaia di piccole radio libere che sono sorte su e giù per l'Italia negli anni settanta, Paolo Lunghi traccia la storia non solo di un'emittente, Radio Empoli, ma di una piccola rivoluzione culturale. Così inizia la sua prefazione al libro l’On. Tana De Zulueta. Quella delle radio libere fu un sommovimento sociale di cui gli stessi protagonisti non erano del tutto coscienti. Erano partiti, come narra il libro, per divertirsi, per trovare nuovi modi di comunicare, e hanno cambiato il mondo!
L'esperienza diretta di Paolo Lunghi era dunque il modo migliore per raccontare... dei conduttori che erano assolutamente privi di esperienza, ma qualche idea, come scrive lo stesso Autore, ce l'avevano. Della nascita di nuovi modi di fare politica, di nuove esperienze giornalistiche, e soprattutto di nuovi spazi di libertà. L'esperienza delle radio libere ha rappresentato un percorso alternativo per chi, magari, era stato tentato da strade più perigliose, dalla droga alla lotta armata.
L’Etere, secondo gli antichi, è la parte più alta, pura e luminosa, dello spazio oltre il limite dell'atmosfera. Aristotele distinse l'Etere dall'aria ponendolo come quinto elemento, diverso dagli altri, eterno, immutabile, incorruttibile. Etere cosmico, ipotetica sostanza estremamente rarefatta, uniforme e imponderabile, presente in ogni parte dell'universo, attraverso il quale, si propagano le onde elettromagnetiche. Nel libro si parla della prima esperienza di radio libera. Fu realizzata nella nostra Sicilia da Danilo Dolci, che nel 1968 dopo il terremoto del Belice, creò proprio una radio libera che trasmise solo per poche ore, in quanto fu immediatamente sequestrata, ma quelle poche ore furono sufficienti a tracciare un solco fondamentale per l'inizio delle radio. Questa esperienza vissuta in un periodo storico difficile caratterizzato non solo dai problemi del terremoto, ma da situazioni che di per sé non favorivano la libertà di espressione e comunicazione, ha rappresentato nella nostra storia un punto di riferimento per la volontà e la voglia di cambiamento. Com'è stata significativa ed allo stesso tempo tragica, l'esperienza di Peppino Impastato che con Radio Aut, con le sue accuse e denunce contro la mafia, finì morto ammazzato. Perché la realtà, quella che conta, qui in Sicilia non cambia molto facilmente, ma necessitano esperienze di libertà di pensiero e parole, come quelle che escono dalle poche radio libere ancora presenti nel territorio.
Continua Lunghi nel suo libro “Via Etere” Radio libera, idea di libertà; passata l'epoca dello spontaneismo, alcune radio si sono consolidate, altre, tante, sono scomparse, e con loro, forse, una parte del vento di libertà che avevano rappresentato.
Per quanto riguarda la politica, l'esperienza delle radio libere non è stata capita e valorizzata fino in fondo. Una piccola radio può essere il luogo giusto per confronti veri e soprattutto può essere una sede dalla quale rendere conto al proprio territorio di elezione del lavoro in corso. Ma questo non avviene.
Da un punto di vista prettamente commerciale, la radio ha rappresentato un nuovo e fondamentale canale pubblicitario, accessibile a tutti, a piccoli commercianti, a negozianti, a piccoli artigiani, che proprio grazie alla radio locale, sono riusciti ad avere un serio posizionamento sul mercato, e quindi a creare e sviluppare la propria azienda.
Gli anni 80 sono stati caratterizzati da una maggiore presa di coscienza che ha portato ad uno sviluppo più professionale della radio. Purtroppo o per fortuna la radio iniziava a diventare “seria”, sempre che questo sia il termine appropriato. Chi avrebbe mai immaginato che il settore avrebbe visto tanti e tali sviluppi e cambiamenti!
La radio, comunque, avendo lasciato ovviamente l'aspetto pionieristico degli inizi, ha subito fondamentali trasformazioni tecniche culturali e sociali per adeguarsi al naturale cambiamento della cultura italiana e del mercato, pur avendo in un primo periodo pilotato questi cambiamenti, rappresenta sempre un fondamentale strumento per fare informazione, per capire le trasformazioni della società, un termometro per misurare l'aria che si respira nel paese.
La radio è stata anche per questo uno strumento, forse per qualcuno un pericoloso strumento difficilmente controllabile dall'alto, per informare e stimolare ad aprire i cervelli, un mezzo che oltre ad informare aveva ed ha una potente forza persuasiva, creando tendenze musicali, di costume e d'opinione. La radio ma più specificatamente il gran numero di radio, soprattutto le piccole radio sparse per la penisola, non potevano essere gestite e controllate da pochi eletti, quindi incontrollabili e pericolose all'interno di una democrazia non del tutto matura. Poche emittenti a carattere nazionale offrono ai potenti maggiori vantaggi in termini di controllo. Tra le novità di questi ultimi anni, è proprio l'ingresso nel settore dei grandi gruppi editoriali, che controllano la maggioranza delle emittenti nazionali. Questo, da un lato ha portato e porterà ad una maggiore competizione tra i grandi, ma per le piccole radio, alla faccia del pluralismo, saranno dolori.
Alle poche radio libere rimaste è toccato, e tocca tuttora, un compito gravoso: quello di rappresentare un antidoto allo schiacciante ed omologante monopolio mediatico di Rai, Mediaset e di altri gruppi editoriali a carattere nazionale. Quando la maggior parte delle risorse del settore audiovisivo sono in larga misura concentrate nelle mani di due soli contendenti è la libertà a rimetterci.
Parlare oggi di radio può sembrare scontato e probabilmente poco interessante, un argomento forse non adatto ai tempi in un periodo come questo di forte sviluppo tecnologico e multimediatico, improntato sul forte sviluppo dei nuovi media.
La radio del futuro non usa l'etere, ma il mezzo che sta sconvolgendo la storia: Internet. Su Internet non è ancora obbligatorio sottostare a nessuna particolare legge restrittiva per poter trasmettere, quindi le radio libere che stanno nascendo on line in questi nuovo secolo, sono davvero libere veramente.
La storia ritorna sempre, quei quattro amici di Radio Empoli, o, quei quattro amici di Radio Studio Centro, tanto per citarne un’altra, che hanno dato vita e sono stati i precursori e protagonisti di una fase storica e di un fondamentale cambiamento per la comunicazione, l'informazione, la cultura, il modo di fare politica, per l'idea stessa di libertà in Italia, forse non ci sono più, o perlomeno forse non ci sono più i presupposti e lo spirito dei diciott'anni, ma, come ritiene Lunghi, questo testimone può passare ad altri giovani che proprio grazie alle possibilità che le nuove tecnologie offrono, possano essere stimolati, per dar vita ad un altro cambiamento epocale nella storia di questo Paese.
E’ importante che le nuove generazioni - non che la nostra non sia più in grado, ci mancherebbe - si impegnino per questo, la cultura e tutto ciò che informa fa porre problemi e stimola per trovare soluzioni, è un potente, forse il più potente strumento per il mantenimento e il consolidamento di un sistema democratico, basato proprio sulla libertà dell'individuo che per essere libero veramente ha necessità di comunicare, essere informato, esprimere le proprie opinioni, poter valutare e decidere.
L'articolo 21 della Costituzione del nostro Paese è uno splendido esempio di libertà: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…” Noi delle radio abbiamo creduto e creato molto nella libertà, questo di certo rimarrà nella storia d'Italia, e siccome è stato fatto, qualcuno può farlo di nuovo!
Di Paolo Lunghi “Via Etere” Radio libera, idea di libertà. Edito da Ibiskos Ulivieri - Il Frangipane un libro sicuramente da leggere!
Grazie per l’ascolto e al prossimo appuntamento con I libri di “Domenica Cultura”. Settimanale di informazione e approfondimento su temi culturali, d’attualità, politica, costume, società e musica, per saperne sempre di più… e meglio! Un’esclusiva di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano. (Recensione a cura di Salvatore Rallo)
Per dare voce a chi non c’è l’ha, per saperne sempre di più e meglio contattateci. Daremo voce a chi non c’è l’ha e cercheremo di approfondire i temi che ci proponete sempre di più e meglio!
M. A. Rubino

mercoledì 30 aprile 2008

Sembrerebbe un “nulla di speciale”

Una piccola stanzetta buia con cartoni da imballaggio sui muri, due vecchi giradischi riadattati, un piccolo mixer realizzato in scatola di montaggio e un registratore a cassette.

Sembrerebbe un “nulla di speciale”, se non fosse l’inizio comune di molte radio libere tra le quali vi è certamente la nostra.
Un pezzo della storia d’Italia che dalla fine degli anni ’70 è arrivata ai giorni nostri.
“Non ci rendevamo conto di quello che in realtà stavamo facendo”… molti pionieri della radiofonia privata italiana la pensano allo stesso modo, ma la realtà è che siamo stati gli artefici di una rivoluzione culturale, che ha investito tutti i media e anche la società.
“Cambiò tutto, il modo di comunicare, la grafica, si ebbe più fantasia e si adottarono nuovi linguaggi. Si modificarono gli aspetti tecnici e quelli sociali.” Eppure tutti noi che in quel periodo facevamo la radio, non avremmo mai pensato che si potesse arrivare a tanto.
Mille e più antenne e tantissime storie di Radio… noi abbiamo iniziato a raccontare la nostra e continueremo a farlo in prima persona e cercheremo di farcela raccontare da chi ha creduto assieme a noi al progetto “Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano”.
Ma ora vogliamo aprire le nostre porte e il nostro Blog pure a voi che ci seguite e avete delle storie di Radio da raccontare... Se volete parlarci di Radio non più in attività o della vostra storia legata a qualcuna di queste Emittenti fatelo, commentando questo Post.

Per inviarci materiali più consistenti quali foto, audio e quant’altro vi preghiamo di utilizzare la nostra mail:
radiostudiocentro@email.it

Salvo Rallo

lunedì 24 marzo 2008

La nostra Radio e i nostri ascoltatori

E' bello ricevere mail come quella che segue. Queste ci fanno capire che in trent'anni di attività radiofonica (festeggeremo nel 2010) qualche cosa di buono l'abbiamo fatta. Una idea, diventata realtà... una passione (per l'elettronica e la musica) diventata la vita di ogni giorno per noi e migliaia di persone che ci seguono dalle nostre frequenze e dal web. Grazie a questo magnifico mezzo, la radio, che è libero e vivo. Grazie a voi che siete da stimolo per migliorarci, sempre!
..."Scrivo perchè la scorsa settimana l'ho trascorsa tutta in Sicilia, ho sentito la vostra radio per la prima volta in un bar mentre facevo colazione e i 6 giorni consecutivi non ho più cambiato frequenza! Volevo cogliere l'occasione per complimentarvi con voi perchè avete scalette sempre molto gradevoli, per nulla scontate o ripetitive. Purtroppo io sono emiliana e, consultando il vostro sito ho visto che non trasmettete fin qui, è un vero peccato, siete stati la mia colonna sonora per tutta la mia permanenza in Sicilia e me ne rimarrà sicuramente un bellissimo ricordo! ... Complimenti di nuovo!! - Alessia"
Grazie ad Alessia e alla sua mail con la quale abbiamo inaugurato questo nuovo Blog.
Con l'occasione ricordiamo che Radio Studio Centro - Consorzio Radiofonico Siciliano da pochi giorni si può ascoltare in tutto il mondo grazie allo streaming dal sito web della Radio, un'altra grande conquista che arriva dall'emittente "creata a misura di chi l'ascolta"!
Salvo Rallo